Author: Giorgia Trippolino

Schede – Asia Argento

Schede – Asia Argento

Posso connettere l’amplificatore SoundTouch™ SA-4 al ricevitore stereo di cui già dispongo?

No, puoi accedere alla musica digitale solo tramite Wi-Fi®.

Posso connettere l’amplificatore SoundTouch™ SA-4 ai diffusori Bose® di cui già dispongo?

L’amplificatore SoundTouch™ SA-4 è compatibile con gran parte dei diffusori stereo passivi. Tra questi, i diffusori ambientali 151®, i diffusori ambientali 251®, i diffusori ambientali Free Space® 51, il sistema di diffusori 161™, il sistema di diffusori Direct/Reflecting 201®, il sistema di diffusori Direct/Reflecting 301®, il sistema Acoustimass® 3 serie IV e il sistema Acoustimass® 5 serie III. I diffusori Bose 901® sono diffusori attivi e pertanto non possono essere usati con l’amplificatore SoundTouch™ SA-4.

Come si controlla l’amplificatore SoundTouch™ SA-4?

Puoi controllare l’amplificatore SoundTouch™ SA-4 in due modi: puoi usare il dispositivo di controllo SoundTouch™, fornito in dotazione, o l’app gratuita SoundTouch™ disponibile sul tuo pc, smartphone o tablet.

Posso connettere diffusori di altri produttori?

Sì, purché abbiano un’impedenza di almeno 6 ohm.

Quanti diffusori può alimentare un amplificatore SA-4?

Così come l’attuale modello Lifestyle® SA-3, l’amplificatore dovrebbe alimentare solo un paio di diffusori (di almeno 6 ohm) per garantire prestazioni ottimali. Tuttavia, nei limiti del possibile, è in grado di alimentare più di un paio di diffusori, a seconda del tipo. In ogni caso, tutti i diffusori collegati funzionano come un’unica “zona” SoundTouch™.

Posso usare l’amplificatore SoundTouch™ SA-4 all’aperto?

No. L’amplificatore SoundTouch™ SA-4 non è progettato per resistere a pioggia, condensa, ghiaccio, acqua salata, temperature elevate o altri agenti atmosferici. Può essere utilizzato con diffusori esterni, ma deve essere posizionato all’interno dell’abitazione.

Dove va posizionato l’adattatore SoundTouch™ SA-4 al momento di installare l’amplificatore SoundTouch™ SA-4?

Ti consigliamo di posizionare l’adattatore SoundTouch™ presso la parete o il pavimento dell’ambiente in cui si trovano i diffusori e il dispositivo di controllo SoundTouch™. Inoltre, l’adattatore SoundTouch™ non va …

Gatto, sette vittorie per l’aggancio

Gatto, sette vittorie per l’aggancio

Possiamo recuperrare il distacco

Con tremilaseicento minuti, salvo supplementari, da giocare per concludere la regular season, il campionato ha imboccato il sentiero che conduce al traguardo della promozione diretta in Lega A. La Carife di coach Valli tira la volata ma, con l’equilibro della Legadue di quest’anno, nessuna sentenza è stata ancora pronunciata. Anche la Pepsi, sebbene distanziata di sei lunghezze dalla capolista, non getta la spugna anzi, per affrontare la ripida salita delle ultime nove tappe, riscalda il motore per farlo girare a pieno regime. «Possiamo fare bottino pieno – lancia la sfida Ivan Gatto – e poi vedere come si sono comportate le nostre avversarie: non lasceremo nulla di intentato». Da domenica prossima al 27 aprile saranno nove battaglie senza esclusione di colpi ma «lo scontro della penultima giornata a Ferrara potrà essere decisivo» aggiunge l’ala bianconera. La speranza è arrivare al confronto al massimo con due punti di svantaggio, così un successo al Palasagest permetterebbe alla Pepsi di agganciare gli estensi per giocarsi nell’ultimo turno la A contro la Fileni in un Palamaggiò pronto a far saltare il tappo alla bottiglia della felicità. Se il primo posto è sempre in cima ai pensieri bianconeri, in casa Pepsi si guarda anche oltre perché, è bene sottolineare, le strade per salire al piano superiore sono due. «Il nostro obiettivo è recuperare punti – prosegue Gatto – pensando anche ai play off. Domenica dopo domenica dobbiamo trovare i nostri equilibri, acquisire fiducia e continuità, poi penso che l’esperienza potrà essere una variabile a nostro favore». Il calendario fino al termine della stagione prevede per Ferrara, Sassari e Reggio Emilia quattro gare casalinghe e cinque trasferte, mentre Caserta e Soresina giocheranno cinque volte in casa e quattro on the road. «Ma il fattore campo non inciderà più di tanto – aggiunge …

Bonifiche, il grande imbroglio

Bonifiche, il grande imbroglio

Attualità

Le elezioni del 13 dicembre scorso per il rinnovo delle cariche del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale sono state definitivamente annullate per irregolarità. A mettere la parola fine su questa vicenda è stata una delibera datata 1° settembre, firmata da Franco Zambelli, nominato commissario dell’ente dalla Regione Emilia-Romagna dopo il pasticcio del voto contestato e degli esposti incrociati presentati dalle due liste in gara.

Le elezioni di dicembre videro l’affermazione di Ugo Franceschini, portabandiera della lista ‘Bonifica e suolo’, espressione della Coldiretti e di Confartigianato, che superò di appena 191 voti Roberta Rivi, candidata dalle altre associazioni imprenditoriali. Una vittoria di strettissima misura maturata nel contesto di un’affluenza quintuplicata, con oltre 13mila consorziati ai seggi.

Quando nel febbraio scorso, due mesi dopo il voto, il comitato amministrativo della Bonifica si disse impossibilitato a proclamare gli eletti per le troppe irregolarità riscontrate, la Coldiretti gridò al golpe. Ma il quadro delineato da Vito Zincani, l’ex procuratore capo di Modena incaricato dalla Regione di far luce sull’accaduto, è se possibile ancora più grave di quello emerso subito dopo il voto: differenze di centinaia di unità tra voti conteggiati e schede disponibili, verbali alterati a posteriori, valanghe di voti espressi non si sa da chi o da consorziati insolventi, diffuse irregolarità nell’uso delle deleghe. Le anomalie più macroscopiche sono state accertate dall’ex procuratore a Casina, Carpineti e Quattro Castella.

Amaro il commento del coordinamento di Agrinsieme, che aveva sostenuto la candidatura di Roberta Rivi: ‘Siamo soddisfatti per l’annullamento delle elezioni e per la riaffermazione dei valori di legalità – dicono Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza cooperative agroalimentari – ma nel contempo amareggiati dell’occasione sprecata e del denaro pubblico sciupato’. E adesso? Il voto è da ripetere, ma in Regione non hanno fretta. Il lavoro del commissario è cominciato da appena 5 mesi.…

«Televisioni del Nordest penalizzate: sospendere il passaggio al digitale»

«Televisioni del Nordest penalizzate: sospendere il passaggio al digitale»

16/04/2008 a cura di Alessandra Fanari

Il ristorante Dalì: il dialogo surrealista tra Philippe Starck e sua figlia Ara.

Se Cocò Chanel aveva il Ritz, Salvador Dalì soggiornava invece all´ Hotel Meurice. Dal 1950 fino agli anni 80, é nella suite Alphonse XIII che il pittore surrealista aveva dimora.

Oggi, lo storico palazzo parigino riviene sull eredità simbolica del suo ospite e celebra Dalì in un restyling, decisamente surrealista, del suo ristorante.

Ad immaginare questo nuovo scenario é il più visionario dei designer, Philippe Starck, grande interprete dell´ inconscio collettivo contemporaneo e abile regista delle sue pulsioni.

Senza significativi cambiamenti strutturali e, conformemente alla sua inconfondibile firma, Starck dà, a questi interni che guardano sui giardini delle Tuileries, la “dimensione surreale che le cose assumono quando si é innamorati”.

Un immaginario onirico, farcito di simboli e referenze, scivola fra il satin dorato dei tendaggi e quello delle poltrone, disseminate di foglie d´ argento.

Il cristallo, in una pluralità di forme, é onnipresente ritmando lo spazio di scintillanti riflessi. Dal grandioso lustro di Baccarat, che ci accoglie all´ entrata, passando per il mobile-caminetto che moltiplica l´ illusione di fiamme iridescenti fino a dei blocchi di cristallo Murano disposti, senza ordine, nel mezzo della sala.

Dalì é insinuato per piccole “touches” come nella poltrona “cigno” oppure nelle sedie Leda che calzano degli eleganti “escarpins”, secondo un disegno originale del maestro. La luce, elemento essenziale, immerge la scena e i personaggi in un´ atmosfera cinematografica.

Infine, l´ ultimo gesto teatrale spetta ad Ara Starck, che conclude la pièce tardo-barocca con un suntuoso sipario. Una tela dipinta di 145 metri, sospesa al soffitto, sovrasta il ristorante-palcoscenico di un´ architettura fragile, che sembra muoversi con il respiro e che si anima accarezzata dalla luce. “Una coreografia dell´ incosciente” dice la giovane pittrice, mossa dalla voglia …

A Reggio la prima unione civile d’Italia

A Reggio la prima unione civile d’Italia

Attualità

Il sindaco di Reggio Luca Vecchi scandisce, in Sala del Tricolore, l’articolo delle nuova legge sulle unioni civili. Di fronte a lui due persone che aspettavano questo momento da 37 anni, emozionate si abbracciano. Piergiorgio Paterlini e Marco Sotgiu, scrittori, giornalisti, una famiglia in attesa di diritti. Diritti che ora sono nero su bianco. E’ una pagina del nostro Paese che ancora una volta viene scritta nella sala che diede in natali alla nostra bandiera: è ufficialmente la prima unione civile d’Italia. I documenti, firmati dal Prefetto di Reggio Raffaele Ruberto, sono arrivati qualche minuto prima della celebrazione.

Paterlini, giornalista e scrittore, è nato a Castelnovo Sotto e ha 62 anni. E’ uno dei fondatori del settimanale satirico Cuore. Ha pubblicato diversi volumi di racconti, tra cui ‘Ragazzi che amano ragazzi’, un libro che raccoglie quindici interviste a giovani omosessuali. Marco Sotgiu ha 58 anni, anche lui giornalista, ha collaborato con ‘Il Manifesto’ ed è stato direttore di ‘Via Emilianet’, oggi lavora nello staf comunicazione della Cgil Emilia Romagna. La loro è una storia solida, ora riconosciuta per legge.

Accanto a loro due testimoni non casuali. Annamaria Gallingani, una figura importante nel mondo letterario cittadino, libraia fondatrice della ‘Rinascita’ di via Crispi e di ‘Libri e Libri’ di piazza della Vittoria. E Paolo Bonacini, ex direttore di Telereggio, giornalista che ha raccontato per tanti anni la nostra realtà.

Una giornata che è una conquista per tutte le coppie omosessuali d’Italia. ‘Un passo avanti importante – spiega Flavio Romano, presidente nazionale di Arcigay, che era presente alla cerimonia – prima le nostre coppie eravamo invisibili oggi ci sono, questa legge cambierà la mentalità del Paese’. ‘Un passo avanti sulla strada dei diritti, della civiltà, contro le discriminazioni’ ha detto il sindaco Luca Vecchi. Altre due coppie nei prossimi giorni suggelerenno …

Riscaldamento Sempre Piu’ Caro

Riscaldamento Sempre Piu’ Caro

In un anno il metano è aumentato fino al 20-30%

di ROSA SERRANO

ROMA – Metano da riscaldamento sempre più caro in Italia, anzi nel Centro-Sud dove, sotto la spinta dei prezzi petroliferi ai quali il gas è legato, le tariffe in vigore a settembre sono mediamente più alte del 20-30% rispetto ad un anno fa. Gli aumenti scattati dall’ inizio di quest’anno non hanno conosciuto soste: più 0,4% nel primo bimestre; più 3,3% nel secondo; più 3% nel terzo; più 2,1% nel quarto bimestre. L’aggiornamento settembre-ottobre 2000 comporterà un ulteriore incremento tariffario del 2,3%, pari a circa 26 lire al metro cubo, comprese le tasse. Da quest’ultimo adeguamento deriverà una maggiore spesa per riscaldamento su base annua pari a circa 36 mila lire per la famiglia con consumi nella media nazionale (1.400 metri cubi all’anno). A guidare la classifica dei rincari sono Campobasso (+29%) e Potenza (più 28,3%); i consumatori più fortunati sono invece quelli di Antona (+11,4%) e Roma (+11,6%)

La tariffa media nazionale. Per il bimestre settembre-ottobre 2000 la tariffa media nazionale del gas metano di 1.156 lire al metro cubo risulta così composta: materia prima (gas naturale prodotto in Italia e importato) 274 lire (24%); trasporto e commercializzazione (gasdotti nazionali) 165 lire (14%); distribuzione (reti locali) 206 lire (18%); imposte (di consumo, addizionale regionale e Iva) 511 lire (44%). Il sistema di indicizzazione del gas metano è stato completamente riformato dal mese di aprile dello scorso anno superando l’aggancio esclusivo al prezzo del gasolio nazionale. Attualmente l’adeguamento del prezzo del gas metano è collegato con un paniere di combustibile simile a quelli utilizzati per le indicizzazioni delle grandi transazioni internazionali di gas naturale.

La giungla delle tariffe. L’attuale giungla delle tariffe del gas metano è destinata a scomparire. A questo scopo, l’Autorità per l’energia elettrica e …

Misure Anti-contraffazione Nel Ddl Finanziaria 2004

Misure Anti-contraffazione Nel Ddl Finanziaria 2004

Misure anti-contraffazione nel DDL finanziaria 2004

Il Disegno di Legge finanziaria 2004 mira ad inasprire le pene per l’uso di false indicazioni di origine ed a creare un comitato nazionale anticontraffazione.

Nell’ambito della riforma generale del sistema nazionale della proprietà industriale annunciata dal governo nel dicembre 2002 e prevista dalla Legge n. 273/2002, un primo passo era già stato compiuto con l’introduzione di sezioni specializzate presso 12 giurisdizioni nazionali (vedi notizia sull’argomento). Anche nel disegno di legge finanziaria 2004 sono state inserite alcune norme riguardanti la proprietà industriale, intese per lo più ad intensificare la lotta alla contraffazione.

Tutela penale della denominazione d’origine dei prodotti

L’articolo 27 del DDL prevede che l’importazione e/o la commercializzazione di prodotti recanti false o fallaci indicazioni di provenienza costituiscono reato e sono punite ai sensi dell’articolo 517 del Codice Penale.

Marchio di tutela del “made in Italy”

E’ prevista l’istituzione di un apposito marchio a tutela delle merci integralmente prodotte sul territorio italiano o la cui ultima trasformazione o lavorazione sostanziale sia avvenuta in Italia. E’ inoltre prevista l’apertura all’estero di uffici di consulenza e monitoraggio per la tutela di tale marchio e per l’assistenza legale alle imprese nella registrazione di marchi e brevetti e nel contrasto alla contraffazione e alla concorrenza sleale.

Comitato nazionale anticontraffazione

Si prevede la creazione di un comitato nazionale anticontraffazione che avrebbe funzioni di monitoraggio dei fenomeni in materia di violazione di diritti di proprietà industriale e intellettuale, di coordinamento e di studio delle misure volte a contrastarli nonché di assistenza alle imprese per la tutela contro le pratiche commerciali sleali.

Design e diritto d’autore

Il DDL finanziaria 2004 comprende anche delle norme che modificherebbero le disposizioni vigenti sulla applicabilità della legge sul diritto d’autore ai disegni e modelli industriali. Tuttavia il Ministero delle Attività Produttive ha già richiesto …

Fineco: rosso infinito

Fineco: rosso infinito

in discoteca con un clic

lunedì 11 novembre 2002, ore 20.52

Fineco: rosso infinito

Si allargano le falle nei conti di Fineco. Oggi il consiglio di amministrazione ha approvato una trimestrale con perdite per 42,7 milioni di euro (82,6 miliardi di vecchie lire). Il buco di bilancio dell’ex Bipop nei primi nove mesi dell’anno raggiunge così quota 101,7 milioni di euro (197 miliardi di lire). Rispetto al secondo trimestre pro-forma, chiuso in perdita per 54,7 milioni di euro, il terzo si caratterizza positivamente per un ritorno all’utile delle operazioni finanziarie (+2,3 milioni di euro) e del risultato lordo di gestione (+1,3 milioni) e negativamente per il calo delle commissioni (-4,6 milioni) e per il peggioramento del risultato al lordo delle imposte (il passivo sale da 7 a 36,6 milioni di euro). Va anche segnalato, tuttavia, che la trimestrale aprile-giugno era influenzata da oltre 51 milioni di euro di partite straordinarie, mentre in quella luglio-settembre l’incidenza delle operazioni strardinarie è negativa (-3,2 milioni di euro). E’ sull’onda di questi conti che domani arriverà in città il presidente del gruppo Capitalia Cesare Geronzi. Al mattino una lezione sul rapporto tra banche e imprese agli studenti di Ingegneria gestionale, poi un pranzo all’hotel Posta con le autorità e i rappresentanti del mondo economico e infine, nel pomeriggio, un incontro con i vertici della Fondazione Manodori. L’ex sindaco Renzo Bonazzi ci scherza sopra: “Non capita spesso che un banchiere inviti a casa propria i Carabinieri o la Guardia di Finanza”. Bonazzi ha buon gioco, perchè il pranzo di domani all’hotel Posta si presta facilmente a considerazioni ironiche. Circondato da svariate decine di commensali, dal Prefetto al Questore, dai rappresentanti degli enti locali a quelli delle associazioni di categoria, il presidente di Capitalia Cesare Geronzi impiegherà un po’ del suo tempo per farsi conoscere di …

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