Blog

Assicurazioni, Rischio Rincari Per Le Rca Sulle Auto

Assicurazioni, Rischio Rincari Per Le Rca Sulle Auto

Il Cittadino

Rischio rincari sull’ assicurazione auto dei lodigiani. Nel decreto legge che accompagna la manovra di bilancio, il governo Lega-Cinque Stelle ha previsto una «Rca equa sul territorio», che però potrebbe trasformarsi in un aumento dei prezzi delle polizze. L’ allarme è stato lanciato dal Codacons, il coordinamento delle associazioni per la tutela dei diritti di utenti e consumatori. La norma, non ancora resa nota in tutti i suoi dettagli, prevede un intervento sulle tariffe di Rc auto con l’ ipotesi di una sorta di tariffa unica sui territori (l’ assicurazione sulla responsabilità civile, obbligatoria per i conducenti). Il valore base dell’ assicurazione infatti oggi varia da compagnia a compagnia, ma dipende anche dal tasso di incidentalità delle province. Secondo i dati Ivass, istituto nazionale di vigilanza sulle assicurazioni, la regione dove il premio è più caro è la Campania (532 euro di media), mentre la Valle d’ Aosta è quella dove è più economico (295 euro). A livello provinciale Oristano risulta essere la città dove l’ Rc auto costa di meno (294,8 euro), Napoli quella più costosa (622,9 euro). Le tariffe sono estremamente diversificate sul territorio e le polizze costano sensibilmente meno rispetto alla media non solo al Nord, ma in tutte le regioni più piccole. Secondo il Codacons, proprio gli automobilisti che risiedono in tali regioni sono quelli che potrebbero subire aumenti dei prezzi assicurativi in caso di “tariffa unica” sul territorio. Dalle prime proiezioni, che sono state fatte all’ interno di alcune compagnie assicurative e pubblicate sul quotidiano economico “Il sole 24 ore” Lodi e la sua provincia subirebbe un salasso del 19,34 per cento, il secondo aumento più alto in tutta la regione Lombardia. Peggio di Lodi andrebbe solo a Sondrio (più 24,19 per cento). A Pavia invece il rincaro sarebbe del 15,83 per cento, …

Lettera di mons. Morosini ai parroci della Chiesa reggina

Lettera di mons. Morosini ai parroci della Chiesa reggina

Quali sorgenti posso collegare al sistema VideoWave®?

Puoi collegare diverse sorgenti video ad alta definizione e musicali, come lettori Blu-ray Disc™, lettori DVD, decoder via cavo, console di gioco, Apple® TV, lettori Roku e molto altro. Se dotato di connettori HDMI® o analogici, il dispositivo può essere integrato nel sistema per consentirti di vivere un’eccezionale esperienza audiovisiva. Poiché il sistema VideoWave® è estremamente flessibile (dispone di 6 ingressi HD e di un database dei codici dei telecomandi aggiornabile), può essere collegato con pressoché qualsiasi sorgente, sia presente che futura.

Per il sistema VideoWave® è necessario un ricevitore separato?

Per il sistema di intrattenimento VideoWave® non è necessario un ricevitore separato. La console di controllo contiene tutte le connessioni per le sorgenti da cui puoi gestirle con semplicità. Se desideri una radio AM/FM, dovrai collegare un sintonizzatore alla console di controllo.

Posso collegare il mio server multimediale (ad esempio, Roku) al sistema VideoWave®?

Sì. Sono disponibili diversi dispositivi di terze parti che consentono di collegare un computer o Internet per ascoltare musica o vedere contenuti video. I dispositivi quali Roku o altri server multimediali possono essere integrati senza problemi con il sistema di intrattenimento VideoWave® come tutte le altre apparecchiature audio e video.

Come posso essere sicuro che le prestazioni del sistema a casa saranno della stessa qualità di quelle durante la dimostrazione in negozio?

Ogni sistema VideoWave® è sottoposto a un meticoloso processo di calibrazione per garantire che il display ad alta definizione sia omogeneo su tutte le unità. Per cui le prestazioni viste in negozio o a casa di un amico, sono le medesime che potrai goderti a casa.

Devo aggiungere un subwoofer per completare il sistema?

No, tutta l’acustica, incluse le prestazioni dei bassi, sono integrate sul retro del display.

Posso ascoltare il contenuto dal mio iPhone/iPod?

Sì, …

Reddito Di Cittadinanza, Vi Svelo Un Segreto: Anche Al Sud Si Lavora

Reddito Di Cittadinanza, Vi Svelo Un Segreto: Anche Al Sud Si Lavora

Fabio Manenti La terza Repubblica, o come si vuol definire questa cosa ancora nebulosa che abbiamo al Governo, potenzialmente salvifica e altrettanto ipoteticamente mortale, con un⠙opposizione verbalmente impeccabile ma manifestamente colpevole, è nata sotto il segno di una certezza, un⠙equazione: reddito di cittadinanza = Sud. Gli oracoli dei talk show concordano.

Lo dice sua eminenza Flavio Briatore â ⠜Reddito di cittadinanza? Al Sud già stanno sul divano⠝ -, lo conferma Matteo Renzi nella prima riga di uno dei suoi ultimissimi post â ⠜Hanno vinto promettendo al Sud il Reddito di Cittadinanza⠝ -, lo sottintende lo stesso ministro per il Meridione Barbara Lezzi â ⠜Se dovesse saltare il reddito di cittadinanza sarebbe proprio il governo ad avere dei problemi⠝ -, lo ribadisce l⠙inviato da Messina di Non è l⠙Arena, La7, a un comizio di Luigi Di Maio â ⠜C⠙è molta attesa qui in Sicilia soprattutto per il reddito di cittadinanza, capirete bene perché⠝.

Così, dato ormai per scontato che il Sud in ciabatte aspetti la manna sul conto corrente, dopo le fake news sulle lunghe code ai Caf all⠙indomani del Patto di governo, il giornalismo senza preconcetti si regala nuove grandi inchieste: viaggio alla scoperta dei centri per l⠙impiego del Meridione. Tipo safari da National Geographic. Ed ecco che web, carta e tv rincorrono scoop tra scartoffie e pareti scrostate anni 70, esplorando con occhi di turisti questi antri leggendari fino a scoprire l⠙incredibile: che non funzionano. Che il mondo del lavoro è cambiato, che c⠙è internet, che là fuori è popolato di private e più efficienti agenzie interinali, che in quegli ufficioni imballati di burocrazia ci si va solo per dichiarare (e chiedere) la disoccupazione. Pazzesco.

Ã? un ritratto che semplifica e mortifica, …

Comune di Grosseto – Marina, Braccagni, Montepescali, Roselle, Batignano, Istia d’Ombrone, Rispescia, Alberese

Comune di Grosseto – Marina, Braccagni, Montepescali, Roselle, Batignano, Istia d’Ombrone, Rispescia, Alberese

La grande famiglia avventista

Simona, una bambina di 2 anni, dà un po’ di tempo ha la febbre alta, trascorrono molti giorni e così vine portata in ospedale. Le viene riscontrata una polmonite, respira con un solo polmone, è in fin di vita, solo 48 ore di vita: i dottori dicono che un ritardo di altri 2 giorni le sarebbe stato fatale. Le viene riscontrata anche una pleurite!

Cosa fare? Rosanna e Mario, genitori di Simona e Luciana (nonna) pensano che l unica cosa da fare in quel momento è pregare. La preghiera è l unica medicina nelle nostre mani. Vengo informato della grave situazione, preghiamo in famiglia.

Dopo cena decido di fare un giro nel mondo avventista attraverso la rete Internet; seduto alla mia scrivania girovago tra i campus universitari americani, guardo le notizie della chiesa avventista italiana e poi ritorno in America presso la chiesa McDonald Road e qui trovo un indirizzo a cui poter inviare richieste di preghiere. Ecco, mi ricordo di Simona, provo a inviare alcune righe in inglese a questi fratelli, chiedo di pregare per Simona. Penso allora che raccogliendo vari indirizzi telematici potrei chiedere a tanti di pregare per lei. Ma nello stesso tempo ho anche paura che questi fratelli non accettino tale tipo di richiesta: faccio una mailing list e spedisco a circa 40 tra fratelli, chiese ed organizzazioni la richiesta di pregare per Simona che è in fin di vita ed anche per i suoi genitori. Ormai è tardi, vado a letto con la speranza che qualcosa di nuovo accada.

Il mattino successivo timidamente controllo nella mia casella postale elettronica se qualcuno ha risposto alla mia richiesta: ebbene trovo dei messaggi, i fratelli hanno risposto, stanno pregando per Simona. Due settimane di messaggi in giro per il mondo: Italia, Spagna, Portogallo, Germania, …

Verdi E Globalizzazione

Verdi E Globalizzazione

Qualche riflessione su Verdi e globalizzazione

I Verdi aderiscono al movimento antiglobalizzazione, ma mi sembra che la protesta contro il processo di mondializzazione dell’economia e il livello di riflessione ed elaborazione critica siano, da una parte molto superficiali, in molti casi pericolosamente in contraddizione con la cultura ambientalista.

Uno dei motivi della protesta è che la globalizzazione avverrebbe a scapito dei paesi più poveri, con un processo di sfruttamento che ne aggraverebbe ulteriormente l’arretratezza economica e le condizioni ambientali e sanitarie. Le ricette del movimento vanno dalla richiesta di aiuti economici e di cancellazione del debito, alla attivazione di politiche che promuovano e incentivino uno sviluppo economico autoctono, legato alle culture e tradizioni locali.

Tralascio la questione degli aiuti finanziari che si è dimostrata del tutto fallimentare ed è servita soltanto a foraggiare classi dirigenti locali corrotte e antidemocratiche, per soffermarmi sulla questione più seria dell’incentivazione dello sviluppo economico nei paesi poveri. Noi ambientalisti sappiamo benissimo che esiste una correlazione non completa, ma forte, tra crescita economica e degrado ambientale. Senza andare agli storici studi del Club di Roma, basta guardare la curva esponenziale che rappresenta la crescita economica dei paesi occidentali, dalla rivoluzione industriale ad oggi. E’ sorprendente notare la quasi totale analogia con i modelli che rappresentano la crescita di alcuni inquinanti come ad esempio la CO2; cambiano ma di poco solo i tempi di raddoppio dei parametri in gioco. Quindi, se i paesi del terzo mondo si sviluppano economicamente ma non poniamo un freno alla crescita economica dei paesi ricchi, al mito della crescita illimitata dell’economia e del PIL, aumenteranno inevitabilmente, distruzione e depauperamento delle risorse naturali ed energetiche, inquinamento e degrado ambientale. Alla lunga un apparente aumento del benessere si trasformerà in una nuova e ancora più grave situazione di povertà e di penuria, con l’aggiunta …

L’elettrodotto Di Sesto Fiorentino

L’elettrodotto Di Sesto Fiorentino

a cura di Anselmo Dall’Ara [email protected]

Breve cronistoria dell’azione per l’elettrodotto che entra nel quartiere di Camporella in Sesto Fiorentino.

132kV, 2 terne e trasformatori con potenza totale di 50MW.

Le due linee sono anche parte dell’anello enel e quindi portano anche un carico superiore a quello della sottostazione 132/15kV 50MW.

Al tempo della costruzione delle case la potenza della sottostazione era di 15MW, ma con gli anni e’ aumentata fino all’utilizzo contemporaneo dei 2 trasformatori causando anche un aumento di rumorosita’. L’aumento della potenza non richiede permessi? Al genio civile dicono di no!

Con alcuni cittadini siamo partiti seguendo la via istituzionale con una petizione al sindaco il 27.5.98 chiedendo valori c.e.m. ed effetti salute e con una interrogazione del capogruppo verdi. Il sindaco tramite assessore ambiente richiese misure all’ARPAT la quale a sua volta chiese altezze case al comune e carichi all’ENEL. Dopo le mie sollecitazioni verbali all’ARPAT (A. Poggi ) e al funzionario ambiente di Sesto, che ogni tanto cambiava i dati per il calcolo!! Sembrano disponibili da alcuni mesi.

Ho quindi nuovamente fatto un sollecito al sindaco 10.2.00 allegando le mie misure con valori da 2 a 7 volte lo 0,2 microtesla regione veneto chiedendo al sindaco, mancando dati ARPAT, di ottenere garanzie all’ENEL per avere un max di 0,2 microtesla.

Nel giardino di un asilo ho rilevato 0,5 microt. (ma potrebbe esserci duran te la giornata un carico maggiore) penso quindi di informare la direttrice delle scuole statali di sesto per ottenere il suo appoggio visto che hanno ottenuto una delibera per spostamento antenne telefoni poste vicino ad una scuola anche se l’ARPAT aveva sanzionato limiti entro legge con calcolo su dati forniti dai gestori. La u.o. prevenzione asl 10 (dott. Baroni dir.) e’ dispo nibile a fornire, quando in possesso dei dati tecnici arpat, …

Fabrizio Corona denunciato a Milano: ancora una volta guidava senza patente

Fabrizio Corona denunciato a Milano: ancora una volta guidava senza patente

VENEZIA – Vietato disturbarli. I sessanta consiglieri regionali del Veneto, che ogni mese – quisquilia – ritirano ciascuno uno stipendio sui 9mila euro (netti), sono alle prese con un dilemma vitale. Nulla al confronto dei prossimi cassintegrati della raffineria dell’Eni o delle imprese che stanno chiudendo la saracinesca o delle famiglie che faticano a conciliare il pranzo con la cena. Il loro dilemma è numerico: 30, 50 o 60? Roba che neanche le buste del mitico Rischiatutto.

Tre sedute del consiglio del Veneto sono già state impiegate per la discussione generale sul nuovo statuto, in pratica la “carta costituzionale” della Regione. Sono tutti d’accordo su tutto, tranne che sul numero dei consiglieri. Dopo un anno di lavoro in commissione, il 1° agosto si erano accordati su 60. Esattamente come oggi. Poi è arrivato il decreto nazionale anticrisi che, per il Veneto, dice “fino a 50”. E il governatore Luca Zaia se ne è uscito con 30: dimezziamoci. Ecco, su un numero – 30, 50, 60 – i consiglieri resteranno impegnati a lungo: aula convocata per il 4, 5, 6 ottobre, poi dal 10 al 14, ininterrottamente.

Un pezzo di opposizione (Udc, Sinistra, Unione Nordest) ha tirato fuori i sacchi a pelo: sotto i 60 eletti non si scende, a meno che non si ritorni al sistema proporzionale e l’elezione indiretta del governatore, dicono che è in gioco la democrazia e la rappresentatività dei veneti. E poi – rincarano – il “patto” dei 60 non può cadere per un “diktat” romano. Gli altri (Lega, Pdl, Pd, Idv) ribattono dicendo che con 50 eletti, con i risultati elettorali del 2010, tutti gli attuali partiti sarebbero rappresentati, tranne l’Unione Nordest.

Mettersi di nuovo d’accordo? Trovare una “quadra” se non altro per evitare un altro fallimento dello statuto (e sarebbe il terzo)? Macché, depositati …

Le tradizioni si esaltano nel settembre di Piobbico

Le tradizioni si esaltano nel settembre di Piobbico

L’8 diSettembre si apre una settimana molto intensa per il paese. Scopriamo i significati della tradizione

Sono ben tre gli avvenimenti che trascineranno i visitatori nella storia, nelle tradizioni e nel divertimento. Dalla “Processione delle Rocche” all’elezione del Club dei Brutti pasando per la “Sagra del Polentone alla Carbonara…

A Settembre è assolutamente vietato rilassarsi e tornare al tran-tran quotidiano senza essere almeno andati a Piobbico a vivere le svariete emozioni che il paese offre. Dall’8 al 13 siamo tutti invitati alla elezione dei club dei Brutti, alla centenaria “Sagra del Polentone alla Carbonaia”, alla spensierata “Festa del Vino”. Proposte dunque che hanno come filo conduttore sia la tradizione, intesa come storia popolare, gastronomia e abitudini, sia la tendenza goliardica dei paesani.

La “Processione delle Rocche”: il significato

La manifestazione è una espressione folkloristica che nasce da una leggenda. Si racconta che dei pastori trovarono una effigie della Madonna sul Monte Nerone e la portarono alla Rocca del Borgo, mentre sul luogo del ritrovamento venne fondato un Santuario. Anche oggi, delle ragazze vestite in abiti d’epoca, portano un bastone di canna (con un ciuffo di canapa o lana variopinto), alla Vergine del Santuario di S.Maria in Val d’Abisso.

La “Sagra del Polentone”: un po’ di storia

Incredibilmente, questa manifestazione popolare è giunta alla 510° edizione, ciò significa che l’evento si tramanda da cinque secoli, con lo stesso entusiasmo di coinvolgimento popolare. Molti anni fa, i carbonari salivano sui monti per il taglio del bosco, e all’ora di pranzo veniva appeso un caldaio ad un trespolo nel quale si faceva cuocere della polenta. Quindi l’impasto, una volta denso, veniva rovesciato e tagliato con uno spago. Successivamente le fette formate venivano riposte nel caldaio e insaporite con pecorino. Tutti si servivano direttamente nel grande contenitore.

L’elezione del Presidente del Club dei Brutti: …

Rampl: con Profumo vedute diverse, suo successore a Unicredit anche interno

Rampl: con Profumo vedute diverse, suo successore a Unicredit anche interno

ROMA (11 ottobre) – Commozione, ma anche rabbia, all’aeroporto di Ciampino dove sono arrivate stamattina le salme dei 4 alpini uccisi sabato in un attentato in Afghanistan.

Il mondo politico nel frattempo si divide tra ritiro e cambio delle regole d’ingaggio. Il Pdl: gravissimo andarsene. L’Idv: via subito. La Nato intanto fa sapere che l’eventuale decisione di attrezzare i caccia italiani con bombe a bordo, come proposto dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, “non è in contraddizione” con il mandato e la strategia militari delle forze Isaf in Afghanistan, ma che la decisione finale spetta al parlamento italiano. La Russa riferirà al Senato mercoledì.

Le bare sono state accolte dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dalle più alte cariche dello Stato. Lo zio di uno degli alpini morti ha gridato all’indirizzo di La Russa: «Signor ministro, godetevi lo spettacolo». Domani alle 10.30 (diretta tv su Rai 1) nella basilica romana di S. Maria degli Angeli a Roma i funerali solenni dei militari uccisi: Francesco Vannozzi, 26 anni, di Pisa, Gianmarco Manca 32 di Alghero, Sebastiano Ville, 27 di Francofonte, in provincia di Siracusa, Marco Pedone, 23 di Salerno. Nel pomeriggio, fino alle 20, è rimasta aperta la camera ardente al Policlinico militare del Celio.

Si accende intanto la polemica politica sulla possibilità di dotare di bombe i caccia italiani. Il ministro della Difesa chiede che sulla questione si pronunci il Parlamento. No di Pd e Idv. Da diverso tempo sono in corso trattative non ufficiali coi talebani per mettere fine alla guerra, ammette il presidente afgano Hamid Karzai.

L’eventuale decisione di attrezzare i caccia italiani con bombe a bordo «non è in contraddizione» con il mandato e la strategia militari delle forze Isaf in Afghanistan, che punta ad evitare il più possibile attacchi aerei per limitare al massimo …

Cappottamento, precisazione

Cappottamento, precisazione

Parliamo di sicurezza: archivio 2000

Inviato da: Federico il December 11, 2000 at 12:34:05:

In risposta a: Cappottamento, sovrasterzo o sottosterzo Inviato da Gigi il December 10, 2000 at 19:20:00:

E’ comunque molto difficile che una vettura possa ribaltarsi durante la percorrenza di una curva.Raggiunto il limite di aderenza, la vettura tende infatti ad allargare la traiettoria di muso o di coda, a seconda dei casi.Per assurdo, entrando a 200 Km/h in una curva da 80 Km/h, la vettura tirerebbe dritto (in un fortissimo sottosterzo).Il ribaltamento risulta possibile solamente in una situazione di transitorio multiplo, su asfalto asciutto e con veicoli a baricentro alto e carreggiate strette.Mi spiego: immaginiamo di percorrere una doppia curva ad esse, la prima a destra e subito la seconda a sinistra. Alla prima sterzata verso destra, l’auto risponde coricandosi a sinistra. Quando il guidatore sterza a sinistra per impostare la seconda curva, l’auto trasferisce tutto il suo peso dalle ruote di sinistra a quelle di destra. In una normalissima curva a sinistra posta alla fine di un rettilineo, la vettura passa da una posizione piatta ad una posizione inclinata sulle ruote di destra. Nella nostra “S” invece la vettura passa da un coricamento sulle ruote sinistre ad un coricamento sulle ruote di destra.Tale coricamento a destra è maggiore nel caso della “s”, infatti oltre ad essere dovuto alla forza centrifuga (come nella curva singola a sinistra), c’è un ulteriore forza data dall’estensione delle molle delle sospensioni di sinistra che nella prima curva della “s” si erano compresse e ora si ridistendono.Sono quindi le situazioni di sterzata da una parte e immediata sterzata dall’altra parte, quelle che possono innescare il ribaltamento.A riprova di quanto dico, basta ripensare al debutto della Mercedes classe A. Nei test di evitamento ostacolo (test dell’alce) e di slaloom tra i birilli …

Uccise 17 persone, ora Bilancia vuole fare il nonno: la sua lettera al Gazzettino

ROMA – Con il terzo posto ottenuto nel Gran premio del Giappone sul circuito di Suzuka, Sebastian Vettel a 24 anni si è laureato campione del mondo della Formula 1 con la sua Red Bull per il secondo anno consecutivo.

La gara è stata vinta da Jenson Button su McLaren, che ha preceduto la Ferrari di Fernando Alonso. I tre sul podio sono stati separati al traguardo da appena due secondi. Quarta la Red Bull di Mark Webber davanti alla McLaren di Lewis Hamilton ed alla Mercedes di Michael Schumacher. Settima la Ferrari di Felipe Massa (protagonista di un nuovo contatto con Hamilton, dopo quello di Singapore, perdendo un pezzo di alettone dopo una brusca frenata al 24° giro) che ha preceduto la Sauber di Sergio Perez e la Renault di Vitaly Petrov. Chiude in zona punti la Mercedes di Nico Rosberg. Diciannovesimo posto per la Lotus di Jarno Trulli, mentre l’altro italiano su Hispania Racing Vitantonio Liuzzi ha chiuso ultimo.

Brivido alla partenza quando Vettel rischia una penalizzazione per aver sbarrato la strada a Button. Al semaforo verde l’inglese della McLaren cerca di sorprendere sulla sua destra il campione del mondo che a sua volta con una manovra al limite, giudicata regolare dai commissari di gara, gli chiude il passaggio. Button viene poi superato dal compagno di squadra Hamilton, mentre le due Ferrari mantengono la posizione delle qualifiche con Massa quarto e Alonso quinto. Dopo pochi chilometri Hamilton va subito in difficoltà con le gomme e corre ai box per primo, mentre Alonso passa facilmente Massa e si ritrova terzo. Intorno al decimo giro comincia il valzer dei pit-stop ed ecco il primo ritiro con la Toro Rosso di Sebastien Buemi che finisce fuori pista per una ruota fissata male. Al ritorno in pista Vettel sempre in testa davanti …

«Ora ascolta come si uccide un uomo»: si impicca mentre è al telefono con la ex

«Ora ascolta come si uccide un uomo»: si impicca mentre è al telefono con la ex

Utilizzato insieme al sistema LIFESTYLE® e ai diffusori BOSE®, il nostro amplificatore stereo SA-2 le consentirà di portare la musica in un’altra area della sua casa e persino all’aperto. Potrà così intrattenersi con i suoi brani jazz preferiti in veranda mentre i bambini guardano un film in salotto. Con lo stesso sistema LIFESTYLE® e nello stesso momento. Solo la Bose è in grado di garantirle questa miscela unica di prestazioni, eleganza, semplicità ed espandibilità, per estendere l’intrattenimento all’intera casa.

Tutto ciò è possibile grazie al collegamento BOSE® Link. E con l’amplificatore stereo LIFESTYLE® SA-2 è semplicissimo. Basta collegare all’amplificatore SA-2 i diffusori collocati nella seconda area, quindi collegare l’amplificatore all’uscita del collegamento BOSE® Link sul retro del Media Center del LIFESTYLE® utilizzando un solo cavo (in dotazione).

L’installazione dell’amplificatore è semplicissima ed è anche possibile collegare più amplificatori allo stesso sistema LIFESTYLE® per coprire un massimo di 14 aree di ascolto aggiuntive, in casa o all’aperto. La tecnologia BOSE® brevettata negli Stati Uniti garantisce prestazioni audio di alta qualità, con la regolazione automatica del bilanciamento dei toni. E può controllare facilmente la musica in ogni area aggiuntiva utilizzando un telecomando di espansione dedicato per il LIFESTYLE® (in vendita separatamente).

L’amplificatore SA-2 è sufficientemente piccolo da poter essere facilmente collocato in modo discreto sul pavimento o su una libreria. È anche possibile montarlo a parete o su un supporto da pavimento. L’amplificatore le consente di:

Estendere le prestazioni del sistema LIFESTYLE® a una stanza aggiuntiva o anche all’esterno, grazie al collegamento BOSE® Link.

Fornire potenza ai diffusori ambientali BOSE® 151® e ai diffusori VIRTUALLY INVISIBLE® 191, 161, ACOUSTIMASS® 3 e 201® DIRECT/REFLECTING®.

Godersi il sistema LIFESTYLE® in un massimo di 14 aree di ascolto aggiuntive tramite la semplice connessione di 14 amplificatori SA-2 o SA-3.

Informazioni sull’acquisto…

Giuseppe Milesi

Giuseppe Milesi

Giuseppe Milesi è nato a S.Giovanni Bianco, Bergamo nel 1915.

Nel 1929 è ammesso ai corsi dell’Accademia Carrara di Bergamo e ottiene da studente le prime medaglie e viaggi-premio. Completa gli studi all’Accademia di Brera a Milano dove vince il Concorso Nazionale del Disegno. Dal 1933 principia ad esporre alle Mostre Sindacali e ai Premi “Fumagalli” e “Sarfatti”.

Fra i fondatori del “Gruppo Bergamo di Pittura”, col Gruppo espone alla prima mostra in Bergamo, alla Galleria S. Fedele di Milano e alla Mostra di Primavera al Palazzo delle Esposizioni di Cremona.

Dal 1962 insegna Figura al Liceo Artistico dell’Accademia di Brera, sezione staccata di Bergamo; dal 1967 passa al Liceo Artistico di Bologna e dal 1970 è titolare della Cattedra di Pittura all’Accademia delle Belle Arti di Bologna.

Socio benemerito dell’Associazione ex allievi dell’Accademia Carrara e socio dell’Ateneo di Scienze Lettere ed Arti di Bergamo e dell’Accademia Clementina di Bologna, vive a Bergamo, Piazza Mercato del Fieno e a Sperlonga (Latina), via Roma.

Fra le numerose e prestigiose rassegne d’arte alle quali ha partecipato, ricordiamo:

Biennale Reggio Calabria (1948) – Premio Bergamo (1948-1949) – Premio Sanremo (1948) – Premio Teosa, Chiari (1948) – Premio Città di Siena (1948) – I Nazionale d’Arte, Napoli (1948) – I e VI Mostra d’Arte Contemporanea, Ravenna (1948-1951) – II Natale dell’Arte, Milano (1949) – Premio Terni di Pittura (1949-1954) – VI e VII Mostra d’Arte Sacra-Angelicum, Milano (1949-1951) – Mostra Nazionale d’Arte Sacra, Napoli (1950) – V e VI Mostra della Caricatura, Trieste (1949-1950) – Premio Città di Gallarate (1950-1951-1957) – Premio Golfo della Spezia, Lerici (1950-1951) – IV, V, VI Premio Michetti, Francavilla a Mare (1950-1951-1954) – Premio Suzzara (1950-1951-1955) – Premio Città di Lodi (1950) – Premio Giro d’Italia della Pittura Contemporanea (1950) – Premio Taranto Pittura (1951) – Premio Città di …

Parigi sotto attacco Reggio al suo fianco

Parigi sotto attacco Reggio al suo fianco

Cronaca

Reggio non resta indifferente di fronte alla tragedia di Parigi, ai 129 morti e ai 200 feriti, alla paura e al dolore vissuti nella notte definita l’11 settembre d’Europa. Due giorni dopo gli attentati terroristici di matrice Jhiadista, in alcuni dei luoghi di svago della capitale francese, la comunità reggiana scende in piazza. Era successo a gennaio, dopo la strage di Charlie Hebdo e del negozio Kosher. Accadrà di nuovo domani pomeriggio. Comune e provincia di Reggio hanno organizzato una manifestazione di solidarietà: il corteo partirà alle 15.30 da piazza Gioberti, per sfilare lungo la via Emilia e raggiungere piazza Prampolini. Qui interverranno le istituzioni, tra loro anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Hanno aderito tra gli altri il Partito Democratico e le organizzazioni sindacali.

Il giorno dopo gli attacchi rivendicati dall’Isis, la vicinanza ai parigini da parte dei reggiani non è di certo mancata. Il vescovo di Reggio ha espresso una ‘condanna senza tentennamenti verso chi vuole seminare una paura sempre crescente – ha detto monsignor Massimo Camisasca, richiamando i governi alla responsabilità ‘di compiere ciò che finora non è stato compiuto: fermare i terroristi’. Solidarietà è stata espressa dalla Lega Nord e dalla Cna.

E mentre a Parigi la torre Eiffel ha spento le sue luci, qui si sono accesi i colori della bandiera francese: il comune di Reggio ha illuminato di rosso, bianco e blu i ponti di Calatrava e la fontana del teatro Valli. Bandiere francesi sono comparse sui municipi della provincia, da Rubiera a Correggio, a Reggiolo. A Novellara nel pomeriggio ci si è riuniti in un momento di raccoglimento.

La Francia ha dichiarato lo stato di emergenza e ha ripristinato i controlli alle frontiere, i livelli di sicurezza sono stati innalzati anche in Italia. L’allarme è altissimo. A Roma, il …

Procedimento Penale Unipol-sai: Il Codacons Tutela Gli Azionisti Danneggiati!

Procedimento Penale Unipol-sai: Il Codacons Tutela Gli Azionisti Danneggiati!

PROCEDIMENTO PENALE UNIPOL-SAI: IL CODACONS TUTELA GLI AZIONISTI DANNEGGIATI!

COSTITUISCITI PERSONA OFFESA CON IL CODACONS NEL PROCEDIMENTO APERTO PRESSO LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI MILANO, PER RECUPERARE I SOLDI CHE HAI PERSO A CAUSA DELL’ALTERAZIONE ANOMALA DEL PREZZO DELLE TUE AZIONI

A Milano si è aperto un nuovo filone di indagini che ha dato vita ad un ulteriore procedimento penale legato alla vicenda Sai Fondiaria – UNIPOL che vede indagati l’amministratore delegato di Unipol Sai, Carlo Cimbri, ed altri dirigenti Premafin e Milano Assicurazioni.

Il reato per cui si sta indagando è quello di aggiotaggio, che avrebbe portato all’alterazione dei valori di concambio delle azioni al momento della fusione delle società: secondo il P.M. che sta conducendo le indagini infatti i concambi tra le società sarebbero stati valutati in modo erroneo e artificioso, e da questo sarebbero derivate significative alterazioni dei prezzi delle azioni e riflessi sul “peso” degli azionisti nella nuova società UnipolSai. Gli inquirenti stanno indagando anche sull’ipotesi di manipolazione continuativa del mercato, in relazione alla fusione con l’ex galassia Ligresti e alle false comunicazioni relative al bilancio.

Tutti gli azionisti ed ex azionisti Unipol Sai che hanno subito un danno patrimoniale per la perdita di valore delle loro azioni possono con il Codacons costituirsi persona offesa nel procedimento penale per poi, una volta disposto il rinvio a giudizio, costituirsi parte civile e chiedere 10.000 Euro come danno morale oltre al valore delle azioni prima dell’alterazione dei prezzi.

AGISCI ADESSO CON IL CODACONS PER COSTITUIRTI GRATUITAMENTE PERSONA OFFESA E RECUPERARE I TUOI SOLDI!

PER COSTITUIRTI PERSONA OFFESA CON IL CODACONS:

ISCRIVITI…

1 2 4

Enter your keyword