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Belluno. Misurina, lo schianto e l’incubo

Belluno. Misurina, lo schianto e l’incubo

Si denuncia che l’Università agli Studi di Verona, Facoltà di Medicina e Chirurgia ha emesso in data 3/11 un bando di ammissione al percorso straordinario di riconversione in Fisioterapia ove sono ammesse tutte le figure professionali della riabilitazione in possesso di titolo equipollente cioè equiparato al Diploma di Laurea in Fisioterapia ai sensi del D.M. 27/07/2000 che è stato arbitrariamente violato.

In tale bando n°428779(1) si nota infatti una palese discriminazione ai danni esclusivamente di una sola delle figure professionali aventi diritto di frequenza ovvero in quella dei Massofisioterapisti con titolo triennale ai sensi L.403/71 che notoriamente appartiene unicamente ai Massofisioterapisti non vedenti.

Secondo quanto redatto nel bando gli appartenenti a tale figura professionale, per poter giungere al conseguimento della laurea in Fisioterapia, rispetto agli altri candidati in possesso di altri titoli equipollenti ammessi al corso, avrebbero l’obbligo di svolgere in aggiunta alla frequenza didattica ordinaria un pacchetto di ben 500 ore di tirocinio professionalizzante presso enti ospedalieri tradotto in 20 CFU (Crediti Formativi Universitari).

Tutto ciò viola la normativa vigente che conferisce pari dignità a tutti quei titoli definiti equipollenti dal D.M. 27/07/2000 e non tiene in debito conto che tutti i candidati sia non vedenti che normovedenti iscritti ad un percorso didattico straordinario come quello in questione sono già da almeno 10 anni inseriti nel mondo del lavoro presso strutture sanitarie pubbliche e private pertanto non si capisce la ragione per la quale si richieda il tirocinio che di norma si effettua durante il percorso formativo di base degli allievi futuri fisioterapisti.

Ancora una volta lo sdegno ed il rammarico affiora fra tutti i disabili visivi appartenenti alle Professioni Sanitarie che si vedono ingiustificatamente discriminati. Tutta la categoria dei Massofisioterapisti e Fisioterapisti non vedenti è in mobilitazione e minaccia di impugnare il bando presso il TAR Veneto qualora …

GRIDO DI SOCCORSO DALLA CYBER-TRAPPOLA SEXY

GRIDO DI SOCCORSO DALLA CYBER-TRAPPOLA SEXY

GRIDO DI SOCCORSO DALLA CYBER-TRAPPOLA SEXY

di Umberto Rapetto

“Aiuto! Non riesco a cancellare le mie sottoscrizioni a siti pornografici”: un urlo simile potrebbe sorprendere, ma è invece un drammatico messaggio in bottiglia approdato sugli irriverenti lidi del mare di Internet. Non si tratta di un caso isolato, ma di un vero e proprio fenomeno collettivo in cui non si finisce di contare le “vittime”. Un black-out del sistema informativo di “iBill”, azienda leader nell’addebito dei costi relativi agli abbonamenti alle pornoriviste online, ha impedito l’accesso e il conseguente aggiornamento delle schede tecniche ed amministrative della clientela.

Gli esperti di “iBill” dicono che i problemi verificatisi sono da imputarsi all’eccezionale sovraccarico di informazioni acquisite e stoccate nel tempo. Un messaggio di posta elettronica inviato ai webmaster che utilizzano i servizi “iBill” ha comunicato che l’azienda ha pianificato un investimento di oltre 320mila dollari per potenziare le proprie dotazioni hardware e software, sperando così che certi inconvenienti non abbiano più a verificarsi.

L’intervento tecnico – effettuato per porre rimedio al disservizio in corso – non ha però portato ad un buon risultato. Chiunque avesse desiderio di eliminare la propria sottoscrizione, cancellando la relativa presenza nell’archivio degli “abbonati”, non poteva avvalersi della apposita funzione.

Sullo schermo degli utenti, che avevano aderito a questo o quel sito hard, al momento della richiesta di cancellazione è apparso il poco rassicurante messaggio “Error reading rebill information!” che faceva capire che non c’era verso di leggere le informazioni relative alle modifiche richieste.

La circostanza, fastidiosissima per l’intero bacino di utenza di quegli specifici servizi, sembra contrastare il motto di “iBill”. Quel “Where Consumers Come First”, ovvero “dove i clienti vengono prima di ogni altra cosa” sembra una bugia e ne sanno qualcosa i cybernauti a luce rossa che di piccante si ritrovano l’addebito in conto: da …

Studentessa 21enne denuncia: violentata nel sottopasso della stazione ferroviaria

Studentessa 21enne denuncia: violentata nel sottopasso della stazione ferroviaria

Panoramica

Provi l’ampia copertura sonora offerta da questi diffusori: l’integrazione nell’ambiente sarà così perfetta e armoniosa che si ricorderà della loro presenza solo quando ne apprezzerà le straordinarie prestazioni. Può collegare i diffusori 191 ai suoi componenti audio surround o stereo. Questi diffusori offrono un’ampia copertura suono rimanendo praticamente invisibili all’interno delle pareti o del soffitto.

Il mobile scompare. Il suono si fa notare

I diffusori BOSE® 191 le consentono di ottenere il suono realistico che desidera dal suo impianto stereo e Home Cinema. Sono progettati per un montaggio discreto a incasso, nelle pareti o nel soffitto, e sono facili da installare. Sono anche verniciabili, per meglio integrarsi con le pareti della sua casa. Le tecnologie proprietarie BOSE® fanno la differenza, qualsiasi cosa lei ami ascoltare. Questi diffusori producono musica per le sue orecchie, senza imporsi alla sua vista.

Metta su il suo CD o DVD preferito e lasci che quel suono ricco e naturale inondi la stanza. Si abbandoni alla spaziosità realistica e al suono stereofonico bilanciato prodotto dalla configurazione di diffusori articulated array in tutta l’area di ascolto. Le prestazioni STEREO EVERYWHERE® saranno estese a qualsiasi punto della stanza, piuttosto che in un piccolo “posto privilegiato” come accade con la maggior parte dei diffusori tradizionali.

Prestazioni affidabili

Una struttura proprietaria della BOSE® consente di ottenere una risposta uniforme e omogenea alle basse frequenze, a prescindere dalla collocazione del diffusore. Questo approccio innovativo compensa gli ostacoli ambientali non prevedibili, quali pareti e controsoffitti che possono influire negativamente sulle prestazioni. Inoltre, l’involucro incanala le basse frequenze in direzione dell’area di ascolto in cui è installato e ne impedisce la diffusione diretta nelle stanze attigue.

L’involucro è facilmente installabile nella parete o nel soffitto. I diffusori sono forniti di griglie rettangolari e rotonde per consentirle di scegliere il montaggio a incasso …

Mestre. Anziano abusa di un 15enne, nel capanno degli orrori riviste e preservativi

Mestre. Anziano abusa di un 15enne, nel capanno degli orrori riviste e preservativi

di Giampietro Comarella

TREVISO – Ore d’angoscia, forse ore di speranza. Un sms di Elisa: “Amore ti voglio bene. Ciao”. È arrivato al compagno Andrea Donadel sabato sera, il 12 febbraio, probabilmente da una cabina telefonica della stazione di Padova. Un colpo di scena che farebbe ben sperare per la sorte di Elisa Montagner.

Ma i familiari frenano: «Non siamo ancora sicuri, aspettiamo». La suocera, Assunta Grigoletto, non ha voluto confermare ufficialmente la notizia. Sostiene che «potrebbe essere uno scherzo». Non ha voluto aggiungere altro. Forse, dietro questa “chiusura”, una speranza. Andrea Donadel e il suocero Galliano erano fuori per motivi di lavoro.

Il messaggio di Elisa sarebbe stato raccolto dal Comando dei carabinieri di Padova, che sta vagliando la sua veridicità. La giovane donna di 23 anni, di Vidor, madre di una bambina, Eva, di 2 anni, aveva fatto perdere le tracce lunedì 7 febbraio, verso l’ora di pranzo, dopo che qualcuno l’aveva lasciata presso l’ex ospedale di Valdobbiadene. Poche ore più tardi sarebbe stata vista nel centro di Bosco di Vidor. Poi più nulla. Anche ieri è stata una giornata di ricerche. Si è alzato in volo un elicottero della Forestale dello Stato di Belluno con a bordo anche il comandante della Polizia locale di Vidor Rita Calzavara.

Il mezzo ha sorvolato più volte il greto del Piave, dal Ponte di Fener fino al Ponte della Priula. Ieri, alle ore 17.30, presso il municipio di Vidor, si è tenuto un incontro con i rappresentanti di tutte le forze messe in campo nei giorni scorsi per la ricerca della giovane mamma. Si è parlato anche del messaggio inviato al compagno di Elisa. Il comandante della Polizia locale di Vidor, Rita Calzavara, ha fatto presente che è ancora tutto da verificare. «Non è una prova certa che sia stata proprio …

Treviso. Al casinò si gioca villa e gioielli, perde e la moglie lo sbatte fuori di casa

Treviso. Al casinò si gioca villa e gioielli, perde e la moglie lo sbatte fuori di casa

VICENZA – Nella lotta ai finti poveri e ai “furbetti degli affitti in nero” la Guardia di Finanza di Vicenza ha esaminato le posizioni fiscali di 73 persone per i quali sono stati rilevati redditi “nascosti”, per oltre 5 milioni di euro. Sono state tutte segnalate all’Agenzia delle Entrate. Il caso più clamoroso è stato scoperto ad Asiago.

Finti poveri con case, auto di lusso e azioni. Quattro famiglie, composte da marito e moglie, con dichiarazioni annue comprese tra i 10 e i 30 mila euro, risultavano essere proprietarie di immobili, beni di lusso e partecipazioni societarie. In un caso il reddito presunto è di oltre 370.000 euro, più di dieci volte quanto dichiarato. Due residenti a Sossano, che possedevano vari beni di lusso (appartamenti, cavalli, vetture, moto e un immobile di pregio) avevano dichiarato, ciascuno negli ultimi anni un reddito medio inferiore ai cinquemila euro, mentre il reddito presunto è risultato sempre oltre i 90mila e fino ai 156.000 euro.

Ad Asiago affitti facili per un proprietario di 40 case. Sul fronte degli affitti in nero, soprattutto nella zona dell’Altopiano di Asiago, a fronte di 28 controlli effettuati, ben 22 sono state le irregolarità riscontrate; circa 170.000 euro la somma recuperare. Sette le persone riconosciute responsabili di violazioni in materia di evasione dell’imposta di registro. Tra questi ultimi spicca un “facoltoso” proprietario di 40 immobili (per alcuni dei quali era comproprietario) in 18 dei quali ospitava e tuttora ospita persone in affitto, anche turisti, sia italiani che stranieri e senza regolari contratti, sottraendo ad imposizione fiscale complessivamente 140.000 euro.

Vende case e dimentica di dichiarare i redditi. Un agente immobiliare di Noventa Vicentina, che non aveva mai presentato una dichiarazione fiscale, è stato scoperto intestatario di una Audi A6: è stato così segnalato al Fisco per omessa dichiarazione di …

Suinicola: è tempo di investire

Suinicola: è tempo di investire

in discoteca con un clic

Venerdì 20 Aprile 2001, ore 09.19

Suinicola: è tempo di investire

Un verro ‘tutto tecnologico’, fatto di morbida plastica rosa, telecomandato e zeppo di circuiti elettronici ma capace di grugnire come un vero ‘maschio’da porcile vaga tra gli stand della 45esima edizione della Rassegna Suinicola Internazionale che ha aperto i battenti ieri mattina al centro fiere di Mancasale. Non trova ‘scrofe’ causa l’epidemia di afta che sta allarmando i produttori di tutta Europa ma tanti estimatori. “Il maiale tecnologico si muove su ruote, non inquina e ha uno scopo preciso: spandendo il classico odore del verro da riproduzione e grugnendo attira le scrofe in calore e le avvia verso l’inseminazione artificiale” dicono i tecnici. Un vero ‘play boy’ capace di ottimizzare il lavoro negli allevamenti riducendo i costi. ‘Valentino’, lo chiameremo così, è frutto di sofisticate ricerche sul comportamento dei maiali. E’ importato dall’Olanda e costa oltre 5 milioni, molto più di un verro ‘vero’ e trova l’applicazione ideale negli allevamenti medio grandi, con almeno mille scrofe. E’ una idea proposta dalla Generalfarm (strumenti veterinari e zootecnici) di Natale Bertoldi. Fondata nel ’46, l’azienda reggiana che ha sempre partecipato alla Suinicola (nel 2000 ha vinto il premio fedeltà) è in prima fila a proporre novità. “Mancano i maiali – commentava il vice presidente dell’Asof Reno Zoboli dopo il taglio del nastro – ma siamo di fronte a tante idee da sviluppare per migliorare la qualità dei suini e il benessere degli animali. Lavoriamo e investiamo da tempo sulla qualità e oggi i risultati ci danno ragione”. Se nel 1999 l’inaugurazione della Rassegna Suinicola era stata l’occasione per dare voce alle proteste dei produttori : “un chilo di carne suina costa come una tazzina di caffè” oggi niente striscioni ma listini camerali sui prezzi delle carni …

Venezia. Masso lo colpisce in montagna: muore un funzionario della Regione

Venezia. Masso lo colpisce in montagna: muore un funzionario della Regione

Arrestata e rilasciata naomi campbell

È stata arrestata ieri nel suo appartamento di Park Avenue a New York Naomi Campbell. L accusa mossa alla top è quella di aver ferito alla testa, con un telefonino cellulare scagliato in un impeto d ira, Ana Scolavino, una donna ispanica di 42 anni. Ancora non è ben chiaro quale fosse il ruolo della donna, se assistente o cameriera della pantera nera. La Campbell, dopo essere stata ammanettata e condotta in commissariato, si è dovuta sottoporre anche all umiliazione della rilevazione delle impronte digitali e al rito della foto segnaletica. Ascoltata dai giudici, Naomi è stata rilasciata, senza nessuna cauzione, con l accusa di aggressione: nei prossimi giorni verrà processata e rischierà, teoricamente, addirittura sette anni di carcere. La Campbell non è nuova ad episodi del genere: il più clamoroso dei precedenti risale all estate scorsa, quando la modella sfogò la propria ira sull amica attrice Yvonne Sciò.

Gli stilisti americani si sono uniti per combattere la pirateria. Narciso Rodriguez, Diane Von Furstenberg e Zac Posen, spalleggiati dai grandissimi nomi della moda made in U.S.A. (Ralph Lauren, Donna Karan e Calvin Klein) hanno intrapreso una battaglia legale a tutela del copyright delle loro creazioni, contro le copie e le imitazioni dei loro abiti che, a prezzi stracciati, vengono distribuiti e venduti in tutti i grandi magazzini. Copie perfette, che ripropongono le tendenze imposte dai grandi stilisti sulle passerelle, a prezzi che arrivano ad un decimo rispetto ai modelli originali, grazie a materiali di qualità inferiore e grazie al fatto che nessun investimento viene fatto nella ricerca creativa e stilistica. L avvocato Alain Coblence è stato ingaggiato dal gruppo di stilisti per condurre questa guerra legale: il suo obiettivo è quello di ottenere un copyright sugli abiti della durata di tre anni.

It Holding rimane …

Corriere Cesenate – n. 10/2001 – La scuola è in crisi d’identità

Corriere Cesenate – n. 10/2001 – La scuola è in crisi d’identità

Incontro sulla riforma scolastica “De Mauro”

LA SCUOLA E’ IN UNA CRISI D’IDENTITA’

Ai genitori il diritto di poter scegliere e di educare

Il nodo della scuola non è il problema di come debba essere strutturata (2+3+2) ma è la questione educativa. E questa la linea che ha condotto il convegno indetto da Agesc (associazione scuole cattoliche) e Fidae (Federazione istituti di attività educative) sulla Riforma della scuola. L incontro Bambini riformati, la scuola italiana al bivio tenutosi venerdì 2 marzo presso la Camera di commercio di Forlì, ha visto la partecipazione di moltissimi insegnanti e genitori che si sono riuniti per dare un giudizio concreto su la riforma di De Mauro e per capire che cosa ci si attende dalla scuola.

Innanzitutto si è precisato che la scuola deve essere un luogo dell educazione, intesa come un cammino di maturità che avviene nell incontro tra un adulto che ha dei valori da comunicare e il ragazzo . In questo compito educativo la scuola affianca in modo sussidiario i genitori che sono i primi educatori dei loro figli, ai quali trasmettono valori e stili di vita Quello che è stato più volte sottolineato è la genericità dei concetti espressi nella riforma: non si parla più di educazione, ma solo di formazione e innalzamento del livello culturale della scuola italiana. Nulla però si fa per migliorare questa offerta formativa: bambini e insegnanti dal prossimo settembre saranno investiti da questa nuova scuola italiana, che ha abbattuto tutte le strutture senza sostituirle con altre, ha eliminato i programmi con i loro contenuti introducendo i curricoli che danno solo le indicazioni degli obiettivi da raggiungere scaricando sui docenti tutta la responsabilità del percorso formativo.

In breve, non importano più i contenuti e i modi in cui si spiegano i concetti ma solo le conclusioni.Agli …

Expo ’98 – Un Evento Oceanico

Expo ’98 – Un Evento Oceanico

Il Portogallo celebrerà il 500esimo anniversario del viaggio di Vasco

Da Gama in India, avvenuto nel 1498, con l’EXPO 98 di Lisbona che avrà per tema “Gli Oceani, un Patrimonio per il Futuro”. L’ONU stessa ha riconosciuto l’importanza dell’avvenimento proclamando il 1998 “Anno Internazionale dell’Oceano”.

Una breve scheda per scoprire l’EXPO 98 di Lisbona.

La manifestazione è stata aperta il 22 maggio e terminerà il 30 settembre.

5 i Padiglioni:

* PADIGLIONE PORTOGHESE sarà il punto di riferimento dell’intera Esposizione e occuperà una posizione centrale di fronte al Dock de Olivais. Sarà costituito da due piani per un’area espositiva di oltre 750 mq.

* PADIGLIONE DEGLI OCEANI è l’acquario più grande d’Europa e il secondo del mondo, con i suoi 10.000 mq e le sue cinque vasche – la più grande ha un volume d’acqua superiore a 6.000 metri cubi, pari a quattro piscine olimpioniche – dove saranno riprodotte le quattro regioni oceaniche accogliendo oltre 25.000 esemplari di 300 specie della fauna e della flora oceanica.

* PADIGLIONE DELLA CONOSCENZA DEI MARI mostrerà qual è stato nel corso della storia il processo di conoscenza e di scoperta dell’Oceano, il pubblico del Padiglione potrà godere di questo spettacolo in un edificio a due livelli costituito da un volume verticale – la navata centrale che evoca il ponte di una nave – e da un altro orizzontale che incrocia il primo.

* PADIGLIONE DELL’UTOPIA i visitatori dell’EXPO 98 potranno assistere a grandi spettacoli multimediali che si svolgeranno nel Padiglione dell’Utopia realizzato dall’architetto Regino Cruz. Miti e leggende legati al mare saranno ricreati in un anfiteatro che potrà accogliere 10.000 spettatori seduti.

* PADIGLIONE DEL FUTURO è l’ultima tappa del viaggio nel mondo degli Oceani proposta dai Padiglioni tematici dell’EXPO 98, l’edificio è costruito con i materiali maggiormente utilizzati nelle navi: legno, acero, …

Sette in corsa alle primarie del Pd

Sette in corsa alle primarie del Pd

Politica

Sono sette i candidati in corsa nelle primarie del Partito Democratico per il seggio di deputato o senatore. La lista è stata decisa questa mattina dalla direzione provinciale del Pd. Si tratta di Marco Catellani, 49 anni, segretario del circolo di Bagnolo in Piano, di professione bancario; di Paolo Paolo Gandolfi, 46 anni, architetto, assessore alla mobilità al Comune di Reggio; di Antonella Incerti, laureata in storia dell’arte, sindaco di Albinea dal 2004; di Giuseppe Pagani, 54 anni, ex segretario Cisl, consigliere regionale del Pd; di Roberta Pavarini, già impiegata nel settore della comunicazione, presidente di circoscrizione. A loro sono da aggiungere i due parlamentari uscenti Maino Marchi e Leana Pignedoli, che hanno presentato la loro candidatura. Marchi, 55 anni, è entrato alla Camera nel 2006 e fa parte delle commissioni bilancio e Antimafia. Anche Leana Pignedoli, 56 anni, è al Senato dal 2006, impegnata in particolare nella commissione agricoltura.

Per la Incerti e Pagani, eletti nelle istituzioni, è già arrivata la deroga concessa dal comitato nazionale del Pd. In sette dunque si sottoporranno al giudizio di iscritti e partecipanti alle precedenti primarie del 25 novembre e del 3 dicembre. La giornata di voto è fissata per domenica 30 dicembre, dalle 8 alle 21, in 87 seggi aperti in tutta la provincia.

C’è stato dibattito, nella direzione provinciale del Pd, su altre due candidature che non aveva raggiunto la soglia delle 354 firme necessarie. Si tratta di Lucia Spreafico, responsabile della commissione scuola, area Renzi, che si è fermata a 107 e per questo si è ritirata, e di Vanna Iori, docente allìUniversità Cattolica di Milano, che di firme ne aveva raccolte 150. Il segretario provinciale Roberto Ferrari ha proposto che la direzione, come era nei suoi poteri, la inserisse ugualmente fra i candidati alla competizione, anche per garantire …

Antenne, Regolamento Pronto

Antenne, Regolamento Pronto

Lo schema sara’ discusso nel prossimo consiglio

Lavori terminati dopo un anno. Le possibili frizioni con i gestori degli impianti

da Il Tirreno – 28 ottobre 1999

GROSSETO. È pronto lo schema di regolamento per l’installazione di antenne radio base per la telefonia cellulare. È pronto dopo quasi un anno di lavoro ma non e’ detto che venga approvato nella forma attuale: gia’ licenziato dalla giunta, lo schema viene adesso inviato alla terza e quarta commissione consiliare (servizi sanitari e urbanistica) per essere sottoposto all’esame del prossimo consiglio comunale. Tra i vari punti qualificanti, il divieto di installazione delle antenne in ospedali, scuole, asili nido, case di cura e di riposo e parchi gioco, il limite minimo di 200 metri di distanza da queste strutture e il campo di intensita’ all’interno degli edifici e nelle pertinenze non superiore ai 3 volt per metro.

«Il principio fondamentale e’ la tutela della salute pubblica, specialmente per bambini, anziani, disabili», spiega l’assessore all’ambiente Ottorino Mauri che ha coordinato i lavori del gruppo consultivo (40 componenti). La proposta contiene maggiori cautele rispetto alla normativa vigente (3 volt invece che 6 volt per metro) e introduce l’obbligo delle verifiche tecniche e del monitoraggio sugli impianti: «L’Arpat lo fara’ a campione – aggiunge l’assessore – e senza preavviso, misurando i campi elettromagnetici sia nei luoghi sensibili sia in quelli dove c’e’ una permanenza di persone. Se si riscontera’ un aumento, costante, del 20%, e’ prevista la revisione immediata di tutto il sito. Pensiamo che in uno-due anni arriveremo a un programma di sviluppo delle strutture. In altre parole: i gestori ci daranno i loro programmi, noi faremo una specie di piano regolatore delle antenne».

Le verifiche saranno a carico dei gestori, specifica la bozza, secondo il tariffario Arpat: l’azienda controllera’ i 23 siti attualmente esistenti (4 …

Danza in… salotto

Danza in… salotto

Catania, 22 dicembre 2004 – Un po’ reality show, molto Secret room, pièce teatrale situazionista ambientata dalla compagnia Iraa Theatre (composta dagli italiani Renato Cuocolo e Roberta Bosetti) nelle anguste stanze di una villa nel vercellese. Si intitola Winter Home (watta glorius day) lo spettacolo di teatro-danza che sfiderà le leggi della fisica, dello spettacolo, e anche dell’arredamento d’interni.

Procediamo con ordine. Monoarchitetti è uno studio con base a Catania, composto da professionisti italiani, inglesi e italo-tedeschi, che si impegnano nel «fertilizzare» (il termine è loro) architettura, design, arti visive, comunicazioni, marketing e ricerca sociale. Dal loro incontro con il danzatore/attore Mike Winter, formatosi nella compagnia di Philippe Saire, nasce l’idea di indagare il vissuto di un artista nel suo ambiente domestico. In pratica, a casa sua. Qui saranno perciò fatti convenire gli spettatori, necessariamente pochi, quaranta. Accomodatisi in salotto – progettato e arredato come il resto della casa dagli architetti – assisteranno prima ai video ripresi durante la giornata di Winter, dal suo risveglio fino a pochi minuti prima dell’inizio dello spettacolo. La performance seguirà.

Come detto, anche se l’idea di ambientare uno spettacolo teatrale in un interno domestico non rappresenta una novità assoluta, rimane la curiosità di verificare come se la caverà Winter a danzare negli spazi angusti tra il tinello e la stanza da pranzo e soprattutto se il progetto riuscirà a conquistare il pubblico. Ricordiamo a questo proposito, e valga come augurio di successo, il riscontro davvero planetario fatto registrare da Secret room al suo esordio, un paio d’anni fa.

Mike Winter attende il pubblico «a casa» il 26 e 27 febbraio 2005, alle ore 21,00, in via Teatro Massimo, 16, a Catania. Il biglietto costa 8 euro. Prenotazioni presso Scenario Pubblico, telefono 095 2503147. Data la particolarità dell’allestimento, per il momento non sono previste altre …

Legge Regionale 3 Novembre 1998, N. 78

La proposta di legge si pone l’obiettivo di tutelare e preservare le pietre ornamentali, risorse uniche di rara bellezza di cui la Toscana è storicamente produttrice (marmo di Carrara, della Montagnola Senese ecc.), al fine, anche in considerazione del loro essere “non rinnovabili”, di evitarne lo spreco e l’utilizzo improprio.

Risulta infatti che dalle cave autorizzate all’estrazione di materiali ornamentali il pregevole materiale esca non già in forma di blocchi o lastre come prevede la legge regionale e come richiede l’uso cui sono destinati, ovvero opere d’arte e recupero di monumenti storici – ma praticamente in forma di graniglia e polveri (nel migliore dei casi scaglie o scaglioni), andando con ciò a far parte di quelli ricavati dai materiali per usi industriali, ovvero costruzione e opere civili.

In tal modo non solo ci si discosta da quello che è il “vincolo di destinazione” dell’autorizzazione per l’estrazione di questo particolare tipo di materiali (le cave di marmo – cfr. l’art. 2, comma 1, lettera b) del Testo Unico sulle cave diventano di fatto cave per la produzione di sfridi per uso industriale) ma si sostanzia un vero e proprio “spreco” (l’estrazione avviene anche più velocemente e con minore apporto di manodopera) di una risorsa di per sé limitata e destinata a scopi i recuperi di opere d’arte e i restauri – di cui il nostro Paese, e la Toscana in particolare, hanno e avranno un sempre più grande bisogno.

Nell’intento di affrontare tale improprio e deprecabile utilizzo del pregevole materiale, la proposta di legge prevede da una parte il tassativo impegno del soggetto che intende estrarre materiali ornamentali pena il diniego dell’autorizzazione comunale richiesta a produrre sotto forma di blocchi almeno il quaranta per cento del materiale scavato (art.1) e dall’altra dispone coerentemente la decadenza dell’autorizzazione anche in caso mancato rispetto …

Tribunale dà ragione ad una “gattara”

Tribunale dà ragione ad una “gattara”

Responsabile grandi donatori Ticino

Chi ricoprirà l’incarico assumerà una doppia responsabilità all’interno del team Major Donors: si occuperà dell’acquisizione, dell’assistenza e dello sviluppo in relazione ai grandi donatori privati e istituzionali nel Canton Ticino (soggetti privati, fondazioni, fondi pubblici).

Il/la candidato/a realizzerà concetti di assistenza relativi al proprio ambito, organizzerà eventi e sottoporrà ai donatori e agli intermediari finanziari progetti e programmi selezionati. In tale contesto, farà ricorso alle proprie spiccate capacità comunicative orali e scritte per presentare i progetti in maniera convincente e comprensibile e generare importanti donazioni a favore dell’operato del WWF. Provvederà in prima persona a evadere le incombenze amministrative correlate alla propria attività.

Il/la candidato/a possiede spirito di iniziativa, sa interfacciarsi con un team e lavora con determinazione. Raggiunge gli obiettivi sfruttando in modo proficuo i punti di forza e le relazioni dei responsabili della Direzione, del Consiglio di fondazione e del comitato direttivo delle sezioni del WWF. Rappresenta il WWF a un livello elevato, si identifica fortemente con le attività e gli obiettivi dell’organizzazione e veicola con entusiasmo anche gli aspetti scientifici che stanno alla base del nostro operato.

Profilo

Il/la candidato/a ideale ha concluso gli studi universitari a livello di master e vanta una comprovata esperienza lavorativa di almeno 10 anni nell’ambito dello sviluppo delle relazioni / Key Account Management in un settore dei servizi professionale o presso un’organizzazione non-profit internazionale. Convince per l’affidabilità, la discrezione e la natura cosmopolita e agisce con uno spiccato orientamento al servizio. Tra i suoi particolari punti di forza rientrano la capacità di ascoltare attivamente, di comprendere le richieste dell’interlocutore e di esprimersi con precisione e convinzione oralmente e per iscritto.

Completano il profilo la conoscenza dell’italiano a livello madrelingua e la capacità di condurre trattative in tedesco e inglese. La sede di lavoro è Bellinzona. Si richiede …

Dal Campo di Promano

Dal Campo di Promano

Dopo quattro risultati utili consecutivi, il Fontanelle cade in quel di Promano dimostrando però di non meritare il fondo classifica: il risultato è bugiardo e falsato da decisioni arbitrali davvero discutibili. Comunque gli eugubini avrebbero potuto chiudere la partita nei primi trenta minuti di gioco quando hanno avuto svariate occasioni nitide: ad aprire le danze è stato Sebastiani che dopo aver tagliato la difesa da sinistra a destra ha raccolto il preciso assist di Radicchi F. ma, a tu per tu con Marini, non ha saputo far di meglio che metterla di poco a lato sulla destra. E’ ancora Sebastiani a provare a sbloccare il risultato ma da pochi metri il suo tiro a girare è facilmente intuito dal portierone tifernate e i difensori liberano senza troppi problemi la ribattuta. La punta biancoazzurra ci riprova dopo poco:lancio di Martelli verso la fascia sinistra, Sebastiani lascia sul posto Nisi che vede passarsi la palla a destra e il suo uomo a sinistra, ma la conclusione colpisce il palo esterno alla sinistra di Marini. Non finisce qui: su cross dalla destra Urbani si trova solo poco fuori dall’area piccola ma il suo colpo di testa è troppo debole per impensierire il portiere che para con tranquillità. Il primo episodio che dimostra la mediocrità dell’arbitro Argentino si ha alla mezz’ora quando Urbani ubriaca la difesa, perde l’attimo per tirare ma riceve svariati falli talmente netti da far fermare anche i difensori del Promano: Argentino non sente ragioni e non concede il penalty. Come da copione il Promano affonda una sola volta guadagnandosi una punizione che la testa di Monini devia in rete battendo Petruzzi. La doccia fredda fa male ai giovani di Mischianti che vanno in bambola e, al colpo di testa di capitan Pugnitopo sventato in extremis da Marini, segue il raddoppio …

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