Suinicola: è tempo di investire

Suinicola: è tempo di investire

Suinicola: è tempo di investire

in discoteca con un clic

Venerdì 20 Aprile 2001, ore 09.19

Suinicola: è tempo di investire

Un verro ‘tutto tecnologico’, fatto di morbida plastica rosa, telecomandato e zeppo di circuiti elettronici ma capace di grugnire come un vero ‘maschio’da porcile vaga tra gli stand della 45esima edizione della Rassegna Suinicola Internazionale che ha aperto i battenti ieri mattina al centro fiere di Mancasale. Non trova ‘scrofe’ causa l’epidemia di afta che sta allarmando i produttori di tutta Europa ma tanti estimatori. “Il maiale tecnologico si muove su ruote, non inquina e ha uno scopo preciso: spandendo il classico odore del verro da riproduzione e grugnendo attira le scrofe in calore e le avvia verso l’inseminazione artificiale” dicono i tecnici. Un vero ‘play boy’ capace di ottimizzare il lavoro negli allevamenti riducendo i costi. ‘Valentino’, lo chiameremo così, è frutto di sofisticate ricerche sul comportamento dei maiali. E’ importato dall’Olanda e costa oltre 5 milioni, molto più di un verro ‘vero’ e trova l’applicazione ideale negli allevamenti medio grandi, con almeno mille scrofe. E’ una idea proposta dalla Generalfarm (strumenti veterinari e zootecnici) di Natale Bertoldi. Fondata nel ’46, l’azienda reggiana che ha sempre partecipato alla Suinicola (nel 2000 ha vinto il premio fedeltà) è in prima fila a proporre novità. “Mancano i maiali – commentava il vice presidente dell’Asof Reno Zoboli dopo il taglio del nastro – ma siamo di fronte a tante idee da sviluppare per migliorare la qualità dei suini e il benessere degli animali. Lavoriamo e investiamo da tempo sulla qualità e oggi i risultati ci danno ragione”. Se nel 1999 l’inaugurazione della Rassegna Suinicola era stata l’occasione per dare voce alle proteste dei produttori : “un chilo di carne suina costa come una tazzina di caffè” oggi niente striscioni ma listini camerali sui prezzi delle carni suine che dicono 3.050 lire al chilo per il suino pesante italiano: quello usato per prosciutti e salumi. Una remuneratività alta ma anche un segnale da analizzare con attenzione: ora con le frontiere chiuse la carne fresca suina italiana è più che mai richiesta. Nei supermercati il maiale si vende benissimo e i dati Unioncamere dicono che in marzo il prezzo della carne suina è aumentato del 43.4% rispetto al marzo del 2000. “Dobbiamo pensare al futuro –dice Tommaso Favali, consigliere Asof – e la rassegna anche nella sua versione su Internet (www.rassegnasuinicolainternazionale.it ) vuole continuare a essere il punto di riferimento 365 giorni l’anno per tutta la filiera”. I convegni sono per tradizione un momento importante della Rassegna. Il primo dell’edizione 2001, ieri pomeriggio, è stato promosso dal reggianissimo CRPA, il centro ricerche produzioni animali e ha affrontato un tema vecchio come il maiale: la riduzione degli odori prodotti dai suini allevati. Il CRPA sta testando soluzioni efficaci ma anche economiche. Si ragiona molto delle strutture, delle porcilaie, ma anche della composizione della dieta. Un regime alimentare controllato farà puzzare di meno sua maestà il suino pesante italiano. Il dottor Giuseppe Bonazzi del CRPA ha illustrato un nuovo mix proteico ‘anti odori’. Ma di allevamento all’aperto, altro test per migliorare il benessere animale, si parlerà nei prossimi giorni. La Rassegna Suinicola Internazionale è aperta dalle 9 alle 18 (ingresso 10mila lire- 5mila il ridotto ). Il taglio del nastro prima, il taglio della maxi mortadella di Casa Veroni( 10 quintali )poi e il prefetto Maurizio Di Pasquale ha detto a Pier Paolo Veroni: “questa mi sembra la vera inaugurazione”. Tra tradizione e innovazione: questa è la Rassegna Suinicola Internazionale che rimarrà aperta fino a domenica.

Stefano Catellani

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