GRIDO DI SOCCORSO DALLA CYBER-TRAPPOLA SEXY

GRIDO DI SOCCORSO DALLA CYBER-TRAPPOLA SEXY

GRIDO DI SOCCORSO DALLA CYBER-TRAPPOLA SEXY

GRIDO DI SOCCORSO DALLA CYBER-TRAPPOLA SEXY

di Umberto Rapetto

“Aiuto! Non riesco a cancellare le mie sottoscrizioni a siti pornografici”: un urlo simile potrebbe sorprendere, ma è invece un drammatico messaggio in bottiglia approdato sugli irriverenti lidi del mare di Internet. Non si tratta di un caso isolato, ma di un vero e proprio fenomeno collettivo in cui non si finisce di contare le “vittime”. Un black-out del sistema informativo di “iBill”, azienda leader nell’addebito dei costi relativi agli abbonamenti alle pornoriviste online, ha impedito l’accesso e il conseguente aggiornamento delle schede tecniche ed amministrative della clientela.

Gli esperti di “iBill” dicono che i problemi verificatisi sono da imputarsi all’eccezionale sovraccarico di informazioni acquisite e stoccate nel tempo. Un messaggio di posta elettronica inviato ai webmaster che utilizzano i servizi “iBill” ha comunicato che l’azienda ha pianificato un investimento di oltre 320mila dollari per potenziare le proprie dotazioni hardware e software, sperando così che certi inconvenienti non abbiano più a verificarsi.

L’intervento tecnico – effettuato per porre rimedio al disservizio in corso – non ha però portato ad un buon risultato. Chiunque avesse desiderio di eliminare la propria sottoscrizione, cancellando la relativa presenza nell’archivio degli “abbonati”, non poteva avvalersi della apposita funzione.

Sullo schermo degli utenti, che avevano aderito a questo o quel sito hard, al momento della richiesta di cancellazione è apparso il poco rassicurante messaggio “Error reading rebill information!” che faceva capire che non c’era verso di leggere le informazioni relative alle modifiche richieste.

La circostanza, fastidiosissima per l’intero bacino di utenza di quegli specifici servizi, sembra contrastare il motto di “iBill”. Quel “Where Consumers Come First”, ovvero “dove i clienti vengono prima di ogni altra cosa” sembra una bugia e ne sanno qualcosa i cybernauti a luce rossa che di piccante si ritrovano l’addebito in conto: da 3 a 15 dollari per ciascun abbonamento, i conti sono presto fatti.

INIZIO PAGINA

Enter your keyword