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3. Teorie sulla guerra e sulla pace

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Uno dei dibattiti più interessanti che attraversano l’intera storia della cultura occidentale affronta il problema se la tendenza alla guerra e alla distruttività sia un fatto connaturato all’uomo o se sia determinata da sole componenti storico-sociali.

Nel primo caso la guerra è uno strumento ineludibile nei rapporti tra gli stati, rispetto al quale ci si può porre; nel secondo è possibile pensare ad instaurare la pace come risultato dei rapporti internazionali fondati sul diritto. Questa sezione di documenti apre il problema rinviandone la discussione e il completamento alle successive. Le diapositive che sintetizzano il percorso dell'incontro pongono a confronto le posizioni di

  • Grozio e Clausewitz, il primo che afferma, il secondo che nega, la possibilità di norme di diritto dell'umanità che regolamentino le guerre, ma che condividono la fiducia nel prevalere della razionalità nella conduzione delle guerre

  • Kant, del qual si espone il contenuto della fondamentale opera "Per la pace perpetua"

  • Hegel, del quale sono commentati i passi più significativi sulla funzione della guerra nella storia, tratti dai Lineamenti della filosofia del diritto.

In coda al percorso nel pensiero moderno è proposto un esempio del più radicale realismo politico in fatto di guerra, rappresentato dall'articolo "Give War a Chance" di Edward N. Luttwak, scritto dopo la recente guerra nel Kosovo. Pur non condividendo le tesi dell'autore, la sintesi e traduzione dell'articolo è proposta nella convinzione che sia necessario fare i conti con le tesi argomentate (e a volte "convincenti") degli "avversari" se si vuole costruire un discorso più coerente nella ricerca della pace.

 

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