"Il terrorismo deve essere respinto per motivi pratici"

Lenin, L’estremismo, malattia infantile del comunismo, Roma, Editori Riuniti, 1972, pp.31/32

 

Il bolscevismo al suo sorgere, nel 1903, riprese la tradizione della lotta implacabile contro il rivoluzionarismo piccolo-borghese, semianarchico (o capace di civettare con l'anarchismo), tradizione che era sempre esistita nella socialdemocrazia rivoluzionaria e che presso di noi si era particolarmente rafforzata dal 1900 al 1903, quando in Russia si erano gettate le basi del partito di massa del proletariato rivoluzionario. Il bolscevismo riprese e continuò la lotta contro il partito che esprimeva più di ogni altro le tendenze del rivoluzionarismo piccolo-borghese, cioè contro il partito dei «socialisti-rivoluzionari», intorno a tre punti principali. In primo luogo, quel partito, che negava il marxismo, si ostinava a non voler comprendere (forse è più esatto dire: non poteva comprendere) la necessità di ponderare, con rigorosa obiettività, le forze di classe e i loro rapporti reciproci, prima di qualsiasi azione politica. In secondo luogo, quel partito ravvisava il suo particolare «rivoluzionarismo», ossia il «sinistrismo», nel fatto che ammetteva il terrore individuale, gli attentati che noi marxisti respingevamo risolutamente. Noi, si capisce, respingevamo il terrorismo individuale soltanto per motivi pratici, mentre la gente capace di condannare «per principio» il terrorismo della grande Rivoluzione francese o in genere il terrorismo di un partito rivoluzionario che abbia vinto e sia assediato dalla borghesia di tutto il mondo, questa gente era già stata coperta di ridicolo e di vergogna da Plekhanov, nel 1900-1903, quando Plekhanov era un marxista e un rivoluzionario. In terzo luogo, i «socialisti-rivoluzionari» ritenevano che essere «a sinistra» significasse dileggiare i peccati opportunisti relativamente piccoli della socialdemocrazia tedesca, pur imitando gli opportunisti estremi di quel medesimo partito, per esempio, nella questione agraria o nella questione della dittatura del proletariato.