Un popolo punito due volte

Tahar Ben Jelloun -  La Repubblica 18 dicembre 1998

 

Se Saddam non esistesse, indubbiamente gli Stati Uniti l'avrebbero inventato. Sta salvando la carriera di Bill Clinton. Sia ben chiaro: gli arabi e i musulmani sanno chi è Saddam Hussein, un capo autoritario, dittatoriale e crudele. Se ne infischia delle risoluzioni delle Nazioni Unite ed è pronto a tutto pur di conservare il potere. Fu lui a trascinare il suo popolo in una guerra stupida e micidiale con l'Iran, fu lui a invadere il Kuwait e a infliggere al suo popolo sacrifici e sofferenze senza fine. Nel cuore di molti arabi non c'è vera stima per questo dittatore, ma gli iracheni hanno paura di esprimere un simile sentimento e gli altri arabi sentono che di fronte al nemico bisogna fare un fronte unico in quanto arabi aggrediti da una grande potenza esattamente come il Congresso americano che all'ultimo minuto si è riunito al fianco del presidente che avrebbe dovuto destituire.

Si tratta di patriottismo! Gli esperti americani continuano a fallire nella loro lotta contro l'Iraq: non sono riusciti a eliminare Saddam, e allora colpiscono il suo popolo. Ma quel povero popolo non fa che soffrire. Soltanto togliendo l' embargo si potrà destabilizzare Saddam.

Il fatto che Bill Clinton abbia fatto lo storico viaggio in terra di Palestina, e che abbia lungamente stretto la mano a Yasser Arafat, fa parte di una strategia che mira tanto a regolare problemi di politica estera (costringere Netanyahu ad applicare gli ultimi accordi di pace) quanto a trovare un diversivo a problemi interni che rischiano di portare alla destituzione del presidente degli Stati Uniti perché ha mentito su una vicenda privata.

Ma gli arabi, malgrado le divisioni interne, non ci cascano. Sanno che l'operazione "Desert Fox" è un'operazione che ha lo scopo di impedire al Congresso di decidere l'impeachment del presidente di un paese in guerra, così come sanno che gli americani non hanno nessuna curiosità culturale, umana o sociologica per il mondo arabo. Le loro relazioni con il mondo arabo sono sempre state dettate da interessi economici e strategici. Niente sentimenti. Niente stati d'animo. È quel che si chiama pragmatismo politico.

Con la sospensione del processo di impeachment, Clinton prende tempo e uccide qualche civile iracheno innocente. Sono solo degli arabi che hanno avuto la sventura di nascere in Iraq e di avere un capo che si preoccupa più di conservare il potere che della sicurezza e della salute del suo popolo.

D'altronde lo scandaloso embargo dell'Onu non ha destabilizzato Saddam, anzi: ha affamato il suo popolo e distrutto la classe dirigente. Così il popolo iracheno è doppiamente punito: subisce la politica di un dittatore che è fiero di opporsi alla più grande potenza del mondo e subisce le risoluzioni delle Nazioni Unite che lo privano di cibo e medicine. Quanto a Saddam, lui se la passa benone. L'embargo lavora a suo favore e lui lo sfrutta.

Sugli schermi d'America e d' Europa in questo periodo c'è un film molto spettacolare. Si tratta di "The siege" di Edward Zwick. È una macchina da guerra contro il mondo arabo- musulmano. L'industria cinematografica segue pedissequamente le grandi tendenze della politica americana. Lavora sull'inconscio collettivo di tutto un popolo. È un film di propaganda, razzista e odioso.

Una volta il nemico era il comunismo, adesso è l'islamismo. Agli americani non piace andare per il sottile. A loro piace vedere il mondo a grandi linee, per blocchi, avere delle certezze. Il nemico è Saddam, ma è il suo popolo a ricevere i missili. Dopodiché ci si stupisce che nei paesi arabi si stia sviluppando un sentimento di violenza nei confronti dell'Occidente, ci si stupisce di veder moltiplicarsi i movimenti estremisti, non si capisce perché dei diseredati che vivono nei campi, che non hanno conosciuto che guerra, fame e umiliazione, accettino di sacrificare le loro vite in operazioni kamikaze.

Con la sua politica aggressiva e brutale, l'America fabbrica degli estremisti e apre la strada a futuri Saddam.

 

(Traduzione di Elda Volterrani)