Sette in corsa alle primarie del Pd

Sette in corsa alle primarie del Pd

Sette in corsa alle primarie del Pd

Politica

Sono sette i candidati in corsa nelle primarie del Partito Democratico per il seggio di deputato o senatore. La lista è stata decisa questa mattina dalla direzione provinciale del Pd. Si tratta di Marco Catellani, 49 anni, segretario del circolo di Bagnolo in Piano, di professione bancario; di Paolo Paolo Gandolfi, 46 anni, architetto, assessore alla mobilità al Comune di Reggio; di Antonella Incerti, laureata in storia dell’arte, sindaco di Albinea dal 2004; di Giuseppe Pagani, 54 anni, ex segretario Cisl, consigliere regionale del Pd; di Roberta Pavarini, già impiegata nel settore della comunicazione, presidente di circoscrizione. A loro sono da aggiungere i due parlamentari uscenti Maino Marchi e Leana Pignedoli, che hanno presentato la loro candidatura. Marchi, 55 anni, è entrato alla Camera nel 2006 e fa parte delle commissioni bilancio e Antimafia. Anche Leana Pignedoli, 56 anni, è al Senato dal 2006, impegnata in particolare nella commissione agricoltura.

Per la Incerti e Pagani, eletti nelle istituzioni, è già arrivata la deroga concessa dal comitato nazionale del Pd. In sette dunque si sottoporranno al giudizio di iscritti e partecipanti alle precedenti primarie del 25 novembre e del 3 dicembre. La giornata di voto è fissata per domenica 30 dicembre, dalle 8 alle 21, in 87 seggi aperti in tutta la provincia.

C’è stato dibattito, nella direzione provinciale del Pd, su altre due candidature che non aveva raggiunto la soglia delle 354 firme necessarie. Si tratta di Lucia Spreafico, responsabile della commissione scuola, area Renzi, che si è fermata a 107 e per questo si è ritirata, e di Vanna Iori, docente allìUniversità Cattolica di Milano, che di firme ne aveva raccolte 150. Il segretario provinciale Roberto Ferrari ha proposto che la direzione, come era nei suoi poteri, la inserisse ugualmente fra i candidati alla competizione, anche per garantire la parità di genere. Si è andati al voto e la proposta è stata bocciata di stretta misura, 17 contro 13, con 8 astenuti.

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