Rampl: con Profumo vedute diverse, suo successore a Unicredit anche interno

Rampl: con Profumo vedute diverse, suo successore a Unicredit anche interno

Rampl: con Profumo vedute diverse, suo successore a Unicredit anche interno

ROMA (11 ottobre) – Commozione, ma anche rabbia, all’aeroporto di Ciampino dove sono arrivate stamattina le salme dei 4 alpini uccisi sabato in un attentato in Afghanistan.

Il mondo politico nel frattempo si divide tra ritiro e cambio delle regole d’ingaggio. Il Pdl: gravissimo andarsene. L’Idv: via subito. La Nato intanto fa sapere che l’eventuale decisione di attrezzare i caccia italiani con bombe a bordo, come proposto dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, “non è in contraddizione” con il mandato e la strategia militari delle forze Isaf in Afghanistan, ma che la decisione finale spetta al parlamento italiano. La Russa riferirà al Senato mercoledì.

Le bare sono state accolte dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dalle più alte cariche dello Stato. Lo zio di uno degli alpini morti ha gridato all’indirizzo di La Russa: «Signor ministro, godetevi lo spettacolo». Domani alle 10.30 (diretta tv su Rai 1) nella basilica romana di S. Maria degli Angeli a Roma i funerali solenni dei militari uccisi: Francesco Vannozzi, 26 anni, di Pisa, Gianmarco Manca 32 di Alghero, Sebastiano Ville, 27 di Francofonte, in provincia di Siracusa, Marco Pedone, 23 di Salerno. Nel pomeriggio, fino alle 20, è rimasta aperta la camera ardente al Policlinico militare del Celio.

Si accende intanto la polemica politica sulla possibilità di dotare di bombe i caccia italiani. Il ministro della Difesa chiede che sulla questione si pronunci il Parlamento. No di Pd e Idv. Da diverso tempo sono in corso trattative non ufficiali coi talebani per mettere fine alla guerra, ammette il presidente afgano Hamid Karzai.

L’eventuale decisione di attrezzare i caccia italiani con bombe a bordo «non è in contraddizione» con il mandato e la strategia militari delle forze Isaf in Afghanistan, che punta ad evitare il più possibile attacchi aerei per limitare al massimo le vittime tra i civili. Lo ha detto il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, interpellato a Bruxelles. La decisione – ha detto Rasmussen – deve essere presa «a livello nazionale». «Non vedo nessuna contraddizione tra questo tipo di intervento e la strategia che abbiamo adottato per le nostre operazioni in Afghanistan», ha chiarito Rasmussen.

«Armare i bombardieri italiani in Afghanistan non significa cambiare la natura della missione, perché non è l’arma che la qualifica, ma il modo in cui la usi», ha detto La Russa, confermando l’ipotesi di consegnare al governo afghano la provincia di Herat «entro il 2011» e, a quel punto, «affermare il principio che noi non andiamo in un’altra zona». Di questa ipotesi di exit strategy il ministro parlerà la settimana prossima con il generale americano David Petraeus a Roma. «Noi vogliamo portare la pace a un popolo martoriato. L’errore è di chi pensa che non si debba mai far ricorso all’uso della forza».

«Il Pd non è favorevole ad armare i caccia ma abbiamo chiesto che, dopo l’ennesimo lutto, il Parlamento discuta della missione e della sicurezza dei militari italiani. Siamo contrari a misure propagandistiche, a esibizioni muscolari e a misure che possano coinvolgere la popolazione civile provocando vittime innocenti». Così il responsabile Esteri del Pd Piero Fassino chiarisce, a Sky tg24, la posizione dei democratici. «Il Pd – aggiunge Fassino – chiede la conferma delle regole di ingaggio e delle modalità di impegno dei militari».

«Il ministro La Russa con la proposta di armare i caccia ha gettato la maschera: il nostro Paese è in guerra. Peccato che l’articolo 11 della Costituzione reciti: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali..”», afferma il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. «L’Italia dei Valori non solo si opporrà a questa ipotesi guerrafondaia ma chiederà, ancora una volta, il ritiro immediato delle truppe italiane dall’Afghanistan».

«Se il governo vuole armare gli aerei con le bombe in Afghanistan, deve formulare una sua proposta in Parlamento – sostiene Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc – perché questo significherebbe cambiare le nostre modalità di impiego in quel Paese. Saremo responsabili come sempre, ma ognuno si assuma le sue responsabilità».

Le mani appoggiate sulla bara, avvolta nel Tricolore: un gesto diventato ormai purtroppo consueto. Napolitano ha reso omaggio così alle salme dei quattro alpini uccisi in Afghanistan. I feretri sono stati portati a spalla dai loro stessi commilitoni. Sulla pista dell’aeroporto di Ciampino, sotto una pioggia sottile, c’erano le massime cariche dello Stato, i parenti, un picchetto del Settimo reggimento Alpini di Belluno, il loro reparto, ed una rappresentanza di tutte le Forze Armate.

All’aeroporto di Ciampino stretta di mano tra Silvio Berlusconi e Gianfrancoi Fini, che hanno incontrato i familiari dei quattro militari uccisi prima dell’arrivo dei feretri.

Un parente a La Russa: godetevi lo spettacolo. Dolore, ma anche rabbia, all’aeroporto di Ciampino, da parte di alcuni parenti dei quattro alpini caduti in Afghanistan. «Signor ministro, godetevi lo spettacolo» ha detto uno dei familiari rivolto al ministro La Russa, poco prima che le bare venissero messe a bordo dei carri funebri.

«I parenti, in queste occasioni, hanno diritto a qualsiasi reazione emotiva – ha detto La Russa – Sia quella di quello zio, sia quelle affettuose dimostrate da altri parenti anche oggi». Lo stesso familiare, in precedenza, aveva manifestato con parole simili il proprio stato d’animo alle alte cariche dello Stato presenti nella sala vip dell’aeroporto. Ma in generale la reazione dei familiari dei quattro alpini è stata di un dolore composto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Enter your keyword