Fineco: rosso infinito

Fineco: rosso infinito

Fineco: rosso infinito

in discoteca con un clic

lunedì 11 novembre 2002, ore 20.52

Fineco: rosso infinito

Si allargano le falle nei conti di Fineco. Oggi il consiglio di amministrazione ha approvato una trimestrale con perdite per 42,7 milioni di euro (82,6 miliardi di vecchie lire). Il buco di bilancio dell’ex Bipop nei primi nove mesi dell’anno raggiunge così quota 101,7 milioni di euro (197 miliardi di lire). Rispetto al secondo trimestre pro-forma, chiuso in perdita per 54,7 milioni di euro, il terzo si caratterizza positivamente per un ritorno all’utile delle operazioni finanziarie (+2,3 milioni di euro) e del risultato lordo di gestione (+1,3 milioni) e negativamente per il calo delle commissioni (-4,6 milioni) e per il peggioramento del risultato al lordo delle imposte (il passivo sale da 7 a 36,6 milioni di euro). Va anche segnalato, tuttavia, che la trimestrale aprile-giugno era influenzata da oltre 51 milioni di euro di partite straordinarie, mentre in quella luglio-settembre l’incidenza delle operazioni strardinarie è negativa (-3,2 milioni di euro). E’ sull’onda di questi conti che domani arriverà in città il presidente del gruppo Capitalia Cesare Geronzi. Al mattino una lezione sul rapporto tra banche e imprese agli studenti di Ingegneria gestionale, poi un pranzo all’hotel Posta con le autorità e i rappresentanti del mondo economico e infine, nel pomeriggio, un incontro con i vertici della Fondazione Manodori. L’ex sindaco Renzo Bonazzi ci scherza sopra: “Non capita spesso che un banchiere inviti a casa propria i Carabinieri o la Guardia di Finanza”. Bonazzi ha buon gioco, perchè il pranzo di domani all’hotel Posta si presta facilmente a considerazioni ironiche. Circondato da svariate decine di commensali, dal Prefetto al Questore, dai rappresentanti degli enti locali a quelli delle associazioni di categoria, il presidente di Capitalia Cesare Geronzi impiegherà un po’ del suo tempo per farsi conoscere di persona a Reggio. Pur atterrando in una città che è stata depredata della propria banca, Geronzi non deve avere particolari motivi di preoccupazione. Domani, tra una scaglia di Parmigiano e un bicchiere di Lambrusco, nessuno gli chiederà conto del fatto che, dall’assemblea straordinaria del 16 maggio, i titoli Fineco e Capitalia hanno perso ancora il 40% del proprio valore. A lume di naso – e nonostante le sollecitazioni del presidente di Azionariato Diffuso Giorgio Salsi – scommetteremmo che nessuno chiederà a Geronzi quali iniziative ci siano allo studio per alleviare la situazione dei sottoscrittori delle gestioni Bipop “Reddito”, “Crescita” e “Sviluppo”, che dal 1° gennaio del 2000 hanno perso rispettivamente il 10%, il 54% e il 55%. La domanda, concorderete con noi, sarebbe quantomeno inopportuna. C’è da sperare, però, che, terminato il pasto e varcato il portone d’ingresso della Fondazione Manodori, Geronzi si senta chiedere da qualcuno perchè la sede di Bipop, promessa dal direttore generale Carmine Lamanda a Reggio, si trovi oggi a Brescia. E, già che ci siamo, perchè i dividendi di Capitalia e Fineco, promessi già per il 2003, arriveranno nelle migliore delle ipotesi soltanto nel 2006.

Gabriele Franzini

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