Antenne, Regolamento Pronto

Antenne, Regolamento Pronto

Antenne, Regolamento Pronto

Lo schema sara’ discusso nel prossimo consiglio

Lavori terminati dopo un anno. Le possibili frizioni con i gestori degli impianti

da Il Tirreno – 28 ottobre 1999

GROSSETO. È pronto lo schema di regolamento per l’installazione di antenne radio base per la telefonia cellulare. È pronto dopo quasi un anno di lavoro ma non e’ detto che venga approvato nella forma attuale: gia’ licenziato dalla giunta, lo schema viene adesso inviato alla terza e quarta commissione consiliare (servizi sanitari e urbanistica) per essere sottoposto all’esame del prossimo consiglio comunale. Tra i vari punti qualificanti, il divieto di installazione delle antenne in ospedali, scuole, asili nido, case di cura e di riposo e parchi gioco, il limite minimo di 200 metri di distanza da queste strutture e il campo di intensita’ all’interno degli edifici e nelle pertinenze non superiore ai 3 volt per metro.

«Il principio fondamentale e’ la tutela della salute pubblica, specialmente per bambini, anziani, disabili», spiega l’assessore all’ambiente Ottorino Mauri che ha coordinato i lavori del gruppo consultivo (40 componenti). La proposta contiene maggiori cautele rispetto alla normativa vigente (3 volt invece che 6 volt per metro) e introduce l’obbligo delle verifiche tecniche e del monitoraggio sugli impianti: «L’Arpat lo fara’ a campione – aggiunge l’assessore – e senza preavviso, misurando i campi elettromagnetici sia nei luoghi sensibili sia in quelli dove c’e’ una permanenza di persone. Se si riscontera’ un aumento, costante, del 20%, e’ prevista la revisione immediata di tutto il sito. Pensiamo che in uno-due anni arriveremo a un programma di sviluppo delle strutture. In altre parole: i gestori ci daranno i loro programmi, noi faremo una specie di piano regolatore delle antenne».

Le verifiche saranno a carico dei gestori, specifica la bozza, secondo il tariffario Arpat: l’azienda controllera’ i 23 siti attualmente esistenti (4 Omnitel, 12 Tim, 7 Wind) e quelli di futura installazione. Se la bozza venisse approvata cosi’ come e’, i gestori dovrebbero apportare modifiche agli impianti? «Dovrebbero – risponde l’assessore – Ma anche se venissero apportate delle modifiche alla bozza, i gestori dovrebbero rivedere alcuni dei loro impianti. Del resto, una commissione scientifica permanente valutera’ nel tempo gli impianti sulla base degli aggiornamenti delle conoscenze tecniche. A ogni controllo, i dati saranno resi pubblici». Mauri ritiene «possibili» frizioni con i gestori. All’iniziativa si accompagna la campagna di informazione della popolazione sui possibili effetti sulla salute.

Non solo: «Il Comune mettera’ a disposizione l’elenco dei siti dove poter installare le antenne: proporremo gli uffici comunali, i magazzini, i luoghi dove la permanenza delle persone e’ chiaramente limitata», dice Mauri.

Attenzione viene prestata anche al paesaggio: nella bozza, si prevede che i nuovi impianti in collina non devono avere impatto. Nello schema, che costituisce integrazione al regolamento edilizio comunale, viene inoltre stabilito che per alcuni impianti occorrera’ la concessione edilizia (con calcolo Asl e parere vincolante Arpat): quelli nuovi, anche mobili, quelli gia’ esistenti ma modificati nel posizionamento delle antenne, quelli che ricadono in aree soggette all’autorizzazione ambientale. La dichiarazione di inizio attivita’ (con il solo parere Arpat) sara’ invece sufficiente per gli interventi di manutenzione ordinaria e non, per quelli di sostituzione con elementi di medesime caratteristiche, per quelli che di sostituzione con effetti sul decoro urbano, per quelli di soppressione e rimozione.

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