L’insofferenza di Barak per il metodo dei piccoli passi, la sua ricerca di uno “storico compromesso” che risolva tutti i problemi aperti, appare come un ultimatum “o tutto o niente”.
Dal punto di vista dei palestinesi gli accordi di Oslo sono una litania di promesse dilazionate e non mantenute: l’insistenza di Barak nel trascurare i “piccoli passi” in cambio di promesse che non compaiono su nessun documento, viene percepita come una trappola.
I territori palestinesi costellati di insediamenti israeliani

The Guardian [http://www.guardian.co.uk/]
Arafat annuncia per il 13 settembre la dichiarazione unilaterale di indipendenza poi rinviata a novembre
In vista delle imminenti elezioni israeliane (il governo è senza maggioranza) cresce lo scontro nella destra israeliana fra Netanyahu e Sharon
28 settembre 2000: Sharon, con una scorta armata di centinaia di uomini, si reca allo Haram al Sharif

28 settembre (giovedì): in seguito alla provocazione di Sharon si verificano scontri a Gerusalemme e in altre località della Cisgiordania.
29 settembre: al termine della preghiera del venerdì nella moschea Al Aqsa, i palestinesi lanciano pietre sugli ebrei raccolti davanti al Muro del Pianto. I militari israeliani intervengono in forze e sparano proiettili antisommossa e munizioni da guerra: 7 palestinesi morti e oltre 200 feriti.
Gli scontri si estendono ad altre zone di Gerusalemme Est, a Hebron, a Betlemme e a Nablus.
Muore anche un militare israeliano colpito da un poliziotto palestinese a Qalqiliya, in Cisgiordania (il poliziotto che ha sparato viene arrestato dall’Autorità Palestinese).
30 settembre: si allargano gli scontri in Cisgiordania e Gaza nel giorno di sciopero generale proclamato dall'Anp. Fra 12 e 16 il numero dei morti (un bambino di 12 anni). I feriti sono tra 250 e 500.


La sequenza fotografica della morte di Mohammed al Doura, di 12 anni, diventata l'immagine-simbolo dei primi giorni dell' intifadah
3 ottobre: continua la rivolta nonostante una tregua concordata nella notte (7 morti). L'esercito interviene nuovamente con gli elicotteri a Netzarim, periferia di Gaza.
4 ottobre: a Parigi si tratta e nei Territori palestinesi continuano gli scontri: 5 morti (un bambino di 10 anni).
5 ottobre: fallisce l’incontro di Sharm el Sheik
6 ottobre: venerdì, “giornata della collera”, la spianata delle moschee in mano ai palestinesi
7 ottobre: distruzione della Tomba di Giuseppe a Nablus
1 ottobre: la rivolta dilaga anche in Galilea, nelle località abitate da arabi israeliani: 13 cittadini israeliani (arabi) sono uccisi dalle forze di polizia in pochi giorni
12 ottobre: Due soldati israeliani vengono linciati a Ramallah
Israele risponde bombardando obiettivi legati all'Autorità palestinese

Gerusalemme 2 novembre 2000: esplode un'auto carica di esplosivo

Gerusalemme est, ottobre 2000

Scritta su un muro in Cisgiordania

Hadera, 22 novembre 2000: i rottami di un autobus fatto esplodere da un terrorista suicida palestinese