Il governo israeliano (Likud) cerca di sfruttare la congiuntura internazionale

1982 - L’invasione del Libano

 

Nel corso degli anni ‘70  la presenza palestinese in Libano aveva profondamente alterato gli equilibri fra le comunità religiose in cui è diviso il paese.

I palestinesi rafforzano la componente dei musulmani rivale di quella dei cristiani (maroniti) mentre i drusi cercano di avere un ruolo autonomo

Israele ha il suo naturale alleato nel partito cristiano della Falange

 

Il tentativo di Sharon e Begin di chiudere i conti con l’OLP (e di allargare i confini di Israele)

 

L’operazione “pace in Galilea”, presentata alla Knesset come un’azione da svolgersi nelle immediate vicinanze del confine, punta alla conquista di Beirut e alla cancellazione della presenza palestinese nella zona

 

In Israele cresce l’opposizione popolare a questa guerra che isola il paese e gli fa perdere il sostegno dell’opinione pubblica internazionale (cfr. il movimento Shalom Hakschav - Pace Ora)

 

L'evacuazione dell’OLP e le stragi di Sabra e Shatila

 

 Fine agosto: 14.500 combattenti palestinesi lasciano Beirut sotto la protezione internazionale

16-17 settembre: Falangisti cristiani entrano, con l’appoggio degli israeliani, nei campi palestinesi di Sabra e Shatila dove massacrano la popolazione priva di difensori (3000 vittime).

 

 

 

 

25 settembre: 250.000 persone manifestano a Tel Aviv contro la presenza israeliana in Libano

 

 

[1983: la Commissione di inchiesta "Kahan" conclude che la responsabilità indiretta del massacro è del Ministro della Difesa Ariel Sharon. Le autorità israeliane si sono comportate “come quelle russe e polacche dell’800 quando gli ebrei erano vittime dei pogrom”]

 

 

 

 

 

 

 

 

La trappola libanese

 

L’invasione del Libano è stato un prodotto della pace con l’Egitto e della sicurezza che Israele sentiva sulla sua frontiera meridionale

Ma la conseguenza è stata un aumento dell’insicurezza sulla frontiera settentrionale

Ha reso possibile la nascita del gruppo sciita filoiraniano degli Hezbollah (Partito di Dio) che rivendica un diritto difficilmente contestabile a lottare contro l’invasore straniero ed è causa di una forte crescita del terrorismo nelle sue forme suicide

 

 

Il ritiro dal Libano

 

Israele si ritira definitivamente dal Libano solo nel maggio del 2000 per decisione del governo Barak

Il ritiro israeliano è stato salutato dall'Hezbollah come una sua vittoria ed è stato commentato dai palestinesi come la prova che la lotta armata può piegare la resistenza di Israele e indurlo ad abbandonare i territori occupati

 [Va ricordato anche che il ritiro delle “forze di pace” americane in Libano era avvenuto in seguito a un attentato suicida  contro il loro QG di Beirut (297 vittime)]

 

 

23 ottobre 1983, i resti del Quartier Generale  delle truppe  USA a Beirut dopo l'esplosione di un camion guidato da un terrorista suicida