Il 6 ottobre 1981, durante le celebrazioni per l’anniversario della “vittoria del 1973”, Sadat viene assassinato da alcuni soldati che assaltano la tribuna presidenziale mentre vi stanno sfilando davanti.

L'immagine fissa il momento in cui uno dei componenti del commando terroristico spara con il suo fucile mitragliatore contro la tribuna d'onore in cui siede Sadat
Gli attentatori appartengono al gruppo Takfir wa-l Higra (Espiazione e pellegrinaggio), staccatosi dai Fratelli Musulmani.
Gli attentatori accusano Sadat di tradimento per la pace con Israele e per la sua politica di apertura all’Occidente (cfr. l’ospitalità a Reza Pahlavi in esilio).
Il regime dello shah, al potere dal 1953 con il sostegno degli USA, era un caposaldo occidentale in un nodo strategico della guerra fredda

La copertina del libro che il giornalista Kapuscinski ha dedicato alla rivoluzione iraniana
Il nuovo regime
liquida una a una le componenti laiche
restaura la “shariah“
L’Iran da principale alleato diviene nemico radicale del “grande Satana” USA
L'ayatollah Khomeiny, capo spirituale della rivoluzione iraniana
Crisi degli ostaggi
iniziata il 4 novembre ’79 (con l'occupazione dell'ambasciata USA a Teheran e il sequestro del personale) e risoltasi solo il 20 gennaio 1981
> disastro della Delta Force (25 aprile 1980)
> caso "Irangate"
La Repubblica Islamica dell'Iran diviene punto di riferimento nei paesi musulmani verso i quali tende a esportare il proprio modello.
Gli equilibri nella regione risultano del tutto alterati
> Preoccupazioni dell’Urss per la forte componente islamica ai propri confini meridionali (tra le ragioni dell’intervento in Afghanistan)
> Gli USA cercano di isolare l’Iran rafforzando i suoi rivali nella regione e in particolare l'Iraq
L’Iraq attacca l’Iran per il controllo dello Shatt al Arab
Ne segue una guerra che dura 8 anni

Il presidente dell'Iraq, Saddam Hussein, è campione dell’Occidente (che gli fornisce armi e finanziamenti) contro il fondamentalismo islamico iraniano
L’Iran resiste alla superiorità militare iraqena con un altissimo sacrificio di vite umane [1 milione di morti (60% iraniani) e 1.700.000 feriti]
Il 20 luglio 1987 la risoluzione 598 dell’ONU impone la fine delle ostilità
Il 20 agosto l’Iran, isolato a livello internazionale, accetta il cessate il fuoco
Nel dicembre 1979 inizia l'occupazione sovietica dell'Afghanistan:
Ultima mossa sulla scacchiera della guerra fredda
Accentua la crisi dell’Urss
Occasione per il fondamentalismo islamico: volontari per il gihad, sovvenzionati e addestrati dagli Stati Uniti, accorrono da tutto il mondo islamico