La precondizione sta nella secolare contesa tra Francia e Gran Bretagna per il predominio coloniale
- nel nord America
- in "Oriente", in particolare nel sub continente indiano
la competizione si era acuita a metà Settecento e si era, momentaneamente, conclusa con la guerra dei Sette anni (1756-63):
- In entrambe le aree era riuscita vincente la Gran Bretagna: con la pace di Parigi del 1763 la Francia cedeva pressoché tutte le sue basi in India
- la Compagnia inglese delle Indie Orientali aveva campo aperto per assicurarsi il controllo del grande mercato indiano e via via estendere il dominio diretto
- [nel 1876 la regina Vittoria verrà proclamata imperatrice dell'India]
Ma la partita era stata riaperta dal "sogno orientale" di Napoleone Bonaparte:
- la via di accesso all'India più diretto da parte delle navi inglesi prevedeva il trasbordo delle merci sull' istmo di Suez
- e comunque dipendeva dalla mediazione dell'Impero Ottomano
- la spedizione in Egitto del 1798
- mise in evidenza la vulnerabilità della via alle Indie
- riaprì la contesa per l'egemonia europea e mondiale tra Francia e Gran Bretagna
- gettò sul tavolo del gioco i territori dell'Impero Ottomano, da quel momento "il grande malato" d'Oriente.
Nell'intento di colpire gli interessi della Gran Bretagna, Napoleone intendeva,
- muovere dall'Egitto e dalla Siria
- per conquistare la Mesopotamia
- e giungere fino all'India.
Contro tale disegno "globale" si erano coalizzate le maggiori potenze europee, ma:
- mentre l'Inghilterra fu presente in tutte le coalizioni antifrancesi e ne fu sempre l'ispiratrice
- via via, Prussia, Austria e Russia si trovarono a condividere, o a dover condividere perché sconfitte e assoggettate o per convenienza, alcune fasi della strategia di Napoleone;
- in particolare la Russia, con la pace di Tilsit nel luglio 1807, lo czar Alessandro I (1801-1825),
aderì alle misure economiche antinglesi;
e accettò l'ipotesi di una divisione concordata fra Pietroburgo e Parigi di zone d'influenza in caso di smembramento dell'impero ottomano;
Sconfitta la Francia il compito di contrastare l'imperialismo britannico in Oriente fu ereditato e ripreso dalla Russia; e tale rimase per tutto l'Ottocento.
"La risposta britannica consistette nell'aiutare i popoli e gli stati del Medio Oriente e a opporsi all'espansionismo delle potenze continentali.
Di conseguenza i governi britannici succedutisi nel XIX secolo perseguirono una politica di sostegno alle traballanti monarchie asiatiche, contro interferenze, destabilizzazioni e invasioni progettate o messe in atto dalle potenze continentali.
In tale politica, all'impero russo spettò ben presto il ruolo di avversario principale.
Neutralizzare i piani russi in Asia divenne una sorta di ossessione, in Gran Bretagna, per intere generazioni di uomini politici e alti funzionari civili e militari.
A quello scontro su larga scala sia nello spazio che nel tempo i funzionari britannici diedero il nome di the Great Game".
David Fromkin, Una pace senza pace, Rizzoli, Milano 2002, pag. 29.