I giochi strategici tra Medio Oriente e Sud-Est asiatico che nella seconda metà del Novecento hanno avuto come momenti salienti i seguenti eventi:
la guerra in Vietnam
l'invasione dell'Afghanistan da parte dell'Unione Sovietica nel 1978 e la guerra che ne è conseguita
il conflitto israeliano palestinese
il conflitto Iraq-Iran
la Guerra del Golfo
l'attuale crisi tra Stati Uniti-Gran Bretagna e Iraq
hanno radici lontane nel tempo: rimandano al "grande gioco" i cui termini erano già definiti nella prima metà dell'Ottocento quale conseguenza della partita aperta dalle guerre napoleoniche contro l'Inghilterra.
cfr. David Fromkin, Una pace senza pace, Rizzoli, Milano 2002, pag. 29.
- fu probabilmente coniata da un ufficiale britannico, Arthur Conolly, impegnato in operazioni militari in centro Asia che, fatto prigioniero da un emiro uzbeko, fu gettato in un pozzo nel quale venivano giornalmente buttati rettili e vermi; dopo due mesi quanto restava dell’ufficiale fu decapitato.
- J. W. Kaye, lo storico della prima guerra afgana, che lesse il suo taccuino di appunti, usò l’espressione per definire la contesa tra Russia e Gran Bretagna in quell’area.
- Rudyand Kipling la rese celebre nel romanzo Kim
nella seconda metà dell'Ottocento il “grande gioco” è, quindi, la secolare conflittualità tra Russia e Gran Bretagna per l’egemonia in centro Asia e sull’impero ottomano:
La carta mostra le line di intervento delle potenze europee e di Stati Uniti e Giappone nel periodo 1870-1914, ossia nel momento di massima intensità del "gioco" strategico condotto dalle potenze industrializzate
“come proteggere l’India da un eventuale attacco russo attraverso l’Afghanistan?" “proteggendo l’Afghanistan dalla Russia!”
“Turkestan, Afghanistan, Transcaspia, Persia – gran parte di questi nomi danno solo una sensazione di estraneità e lontananza … Per me, lo confesso, sono i nomi di pezzi su una scacchiera ove è in corso la partita per il dominio nel mondo.”