pappagalli.jpg (19487 byte) Gino Strada è chirurgo di guerra ed è uno dei fondatori di EMERGENCY, associazione umanitaria italiana che si occupa della cura  e della riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo.

Da oltre dieci anni è impegnato in prima linea: ha lavorato in Afghanistan, Perù, Bosnia, Gibuti, Somalia, Etiopia e, nel periodo più recente, nel Kurdistan iracheno e in Cambogia.

Gino ha affidato al libro "Pappagalli verdi" il racconto e il senso della sua esperienza.

Ne proponiamo alcuni passi qui indicati con la sola pagina di riferimento perché l'autore sceglie di non dare titoli ai suoi racconti.

1. pagina  35

2. pagina  91

3. pagina  131

Una presentazione:

"Gino Strada arriva quando tutti scappano, quando la guerra esplode nella sua lucida follia. Guerre che per lo più hanno un lungo strascico di sangue dopo la fine ufficiale dei conflitti: quando pastori e donne vengono dilaniati dalle tante mine antiuomo disseminate per le rotte della transumanza, o quando i bambini raccolgono strani oggetti lanciati dagli elicotteri: pappagalli verdi, li chiamano i vecchi afgani... In questo libro Strada mette a nudo le immagini più vivide, talvolta i ricordi più strazianti, le amarezze continue della sua esperienza, profondamente etica, in una fase storica che alcuni definiscono senza più valori".

[dalla Prefazione di Moni Ovadia a "Pappagalli verdi"]

 

Una citazione in sintonia con la nostra proposta

"Mine giocattolo, studiate per mutilare bambini. Ho dovuto crederci, anche se ancora oggi ho difficoltà a capire... […] [vedi "Da una provocazione di Dostoevskij"]

Mine antiuomo di fabbricazione russa, modello PFM-1. Gli ho spiegato che le gettano sui villaggi, come fossero volantini pubblicitari che invitano a non perdere lo spettacolo domenicale del circo equestre.

E ho visto i suoi occhi increduli, come erano stati i miei, e le labbra aprirsi un poco in segno di sorpresa.

La forma della mina, con le due ali laterali, serve a farla volteggiare meglio. In altre parole, non cadono a picco quando vengono rilasciate dagli elicotteri, si comportano proprio come i volantini, si sparpagliano qua e là su un territorio molto più vasto. Sono fatte così per una ragione puramente tecnica - affermano i militari - non è corretto chiamarle mine giocattolo.

Ma a me non è mai successo, tra gli sventurati feriti da queste mine che mi è capitato di operare, di trovarne uno adulto. Neanche uno, in più di dieci anni, tutti rigorosamente bambini."

[Gino Strada, Pappagalli verdi, pag. 36]