I gruppi terroristi in Russia

Nicholas V.Riasanovsky – Storia della Russia – Milano, Bompiani, 1992, pp.385-386

 

Le prime manifestazioni di violenza ebbero carattere più o meno spontaneo, a volte come reazione alla brutalità dei funzionari di polizia. Così, per esempio, ai primi del 1878 Vera Zasulič ferì a colpi d’arma da fuoco il governatore militare di Pietroburgo, il generale Fëdor Trepov, che aveva ordinato di frustare un prigioniero politico; una giuria decretò l’innocenza della Zasulič, con la conseguenza che i crimini politici furono sottratti alla normale procedura giuridica. Ma ben presto comparve un’organizzazione che esplicitamente e in piena coscienza eleggeva il terrorismo a fulcro della propria attività. Questa associazione rivoluzionaria e cospirativa, ZemIja i Volja (“Terra e Libertà”), fondata nel 1876, due anni dopo si scisse in due gruppi; Čërnyj peredel (”Spartizione nera” o “Ripartizione totale della terra”), che poneva l’accento sul gradualismo e la propaganda, e Narodnaja volja (“Volontà del popolo”), che lanciò un’offensiva terroristica senza mezzi termini contro il governo. Gli aderenti alla Narodnaja volja ritenevano che a causa del carattere altamente centralizzato dello stato russo, pochi assassinii bastassero a infliggere danni irreparabili al regime oltre ad assicurare la necessaria istruzione politica ai ceti colti e alle masse. E costoro elessero l’imperatore, Alessandro II, a loro principale obiettivo e lo condannarono a morte. Ne seguì quella che è stata definita una “caccia all’imperatore” e che da più di un punto di vista costituisce una sfida alla fantasia, Il comitato esecutivo della Narodnaja volja comprendeva solo una trentina di uomini e donne, guidati da personaggi come Andrej Željabov, di origine servile, e Sof’ja Perovskaja, rampolla invece di una famiglia di altissimi funzionari, e tuttavia questo sparuto gruppo scese in guerra contro l’impero russo. Sebbene la polizia moltiplicasse gli sforzi per liquidare i rivoluzionari, e benché molti terroristi cadessero, la Narodnaja volja compì ripetuti tentativi di assassinare l’imperatore. Più e più volte Alessandro II ne uscì vivo per puro caso; molte persone rimasero uccise quando la stessa sala da pranzo del suo palazzo fu fatta saltare in aria