David Bankier - Yad Vashem 7 settembre 2000
Prima questione: qual è il posto degli ebrei nell’ideologia nazista, visto che i tedeschi perseguitavano anche zingari, omosessuali, Testimoni di Geova, asociali, oppositori politici?
Quando parliamo dell’unicità della Shoah non ci riferiamo tanto al fatto che gli ebrei siano stati uccisi in numero maggiore, non è una questione di primato. L’unicità della Shoah sta nel modo in cui i nazisti consideravano gli ebrei rispetto agli altri gruppi.
I nazisti affermavano che, attraverso la storia gli ebrei agiscono al fine di distruggere la gerarchia sociale, così in Egitto, dove essi rifiutarono di subordinarsi alla gerarchia, così a Roma.
Vi è un’identità tra l’utopia biblica degli ebrei e le utopie universalistiche: nella Bibbia si dice che, all’origine, il male non esisteva; poi qualcosa andò storto e da quel momento ebbe inizio la storia. La storia è mossa dal conflitto tra monoteismo e politeismo e assume una struttura deterministica e teleologica e alla fine tutto tornerà all’origine. Prima della fine ci sarà la catastrofe, lo scontro fra Gog e Magog. La storia e poco più di una parentesi.
Il cristianesimo riprende questo modello e vi cambia le parole (immette il peccato originale) accogliendone il determinismo e la teleologia: lo scontro diventa quello fra cristiani e infedeli e la catastrofe finale è lo scontro di Armageddon. Fenomenologicamente anche le utopie sociali universalistiche moderne, come il marxismo, hanno la stessa struttura: l’inizio del conflitto è l’appropriazione dei mezzi di produzione e il conflitto è quello di classe. Da lì ha origine la storia e poi, in modo deterministico e teleologico, si arriva alla catastrofe finale, rappresentata dalla rivoluzione mondiale (marxista) che riporta alla pace originaria.
I nazisti pensavano che sia l’utopia biblica, sia quella cristiana, sia quella marxista fossero frutto della cultura ebraica.
Diversamente da altri gruppi sociali che sono rifiutati per ragioni specifiche, gli ebrei sono i nemici dell’intera umanità perché distruggono la gerarchia sociale. Quando i nazisti parlano di pace non si riferiscono alla mancanza di conflitto, ma all’armonia naturale che prevede il conflitto. Gli ebrei disturbano l’armonia naturale, di stampo darwiniano, sovrapponendovi un’ideologia religiosa e/o sociale di annullamento del conflitto.
Possiamo domandarci: quello che gli ebrei fanno è calcolato o naturale? I nazisti dicono di non riuscire a dare una risposa precisa, ma non è particolarmente importante, perché la reazione deve essere comunque la stessa: gli ebrei distruggono l’ordine sociale e distruggere gli ebrei significa riequilibrare l’ordine naturale. Probabilmente molti ebrei non sono consapevoli di ciò che fanno. Gli ebrei e i loro distruttori non sono colpevoli: assecondano un ordine naturale.
Gli ebrei parlano della santità della vita umana, ma non c’è santità nella vita naturale, nella lotta per la sopravvivenza. E allora qual è la funzione degli ebrei? Perché la natura gli ha creati? Qual è la funzione di questo fenomeno innaturale?
Le nazioni hanno una struttura organica e gli ebrei sono la malattia che attacca i corpi sani e ne provoca la reazione sana del corpo, il rigetto. Gli ebrei sono un vaccino sociale. Se la nazione non è abbastanza sana da rigettare gli ebrei, la nazione muore, come è successo a Roma, quando. La minaccia di Paolo era necessaria, il punto è che Roma non fu sufficientemente vitale per reagire a questa invasione orientale. In questo senso essere un antisemita significa avere un meccanismo difensivo proprio della persona sana contro gli attacchi della malattia giudaica. Dopo che saranno stati liquidati gli ebrei la natura creerà “altri ebrei” per produrre questa salutare reazione.
I nazisti non hanno sterminato certi gruppi in alcuni paesi e non in altri. Hanno fatto distinzioni dentro i gruppi che hanno perseguitato. Non tutti i gruppi di zingari, non tutti gli handicappati, ma per gli ebrei avevano una specie di ossessione: la distruzione doveva essere totale. Addirittura si sottraevano beni alle azioni militari per continuare le deportazioni.
L’ideologia nazista prende la centralità degli ebrei dalla tradizione cristiana: quando i nazisti cercano un nemico totale lo trovano in qualcuno che è già al centro della tradizione del cosmo occidentale e lo è stato per 2000 anni. Alla fine del XIX secolo comincia a diventare chiara la centralità degli ebrei nella società. Chamberlain, base del moderno antisemitismo, ha già chiara l’idea della centralità degli ebrei, ma perché proprio gli ebrei dice di non saperlo. Essi sono comparsi, a un certo punto. Sono il frutto di una mutazione genetica.
Questo antisemitismo non è specificamente tedesco, ma europeo: i nazisti hanno preso tutto questo dalla tradizione antisemita di origine europea. Ma quello che esprimono i nazisti non è l’antisemitismo normale: la tragedia è che questo piccolo gruppo andò al potere nel 1933. Essi non presentarono queste idee alle masse: non erano stupidi, sapevano che la gente non li avrebbe capiti. Queste cose venivano discusse da Hitler con i suoi fedelissimi. Gli ebrei sono il virus, essi devono scrivere Il Capitale, la Bibbia, ecc. E’ nei loro geni. Così i nazisti si preparano a distruggere anche la cristianità, che è un prodotto del virus ebraico. La distruzione della cristianità passerà attraverso la rieducazione della società.
Quale differenza tra ebrei e cristiani? Gli ebrei hanno una capacità di corrompere e di ricreare ideologie universalistiche e distruttive dell’ordine naturale, che il cristianesimo ha in misura minore, anche se anche il cristianesimo è una incarnazione del giudaismo, così come il marxismo e la democrazia. Il giudaismo è un camaleonte che cambia colore. Cosa offre il nazismo al posto di questa tradizione? Il ritorno a tradizioni pre-cristiane, di struggle-for-life di tipo pagano. La selezione naturale come legge naturale della società, così come il lebensraum è il territorio naturale che dà frutti a sufficienza per il suo popolo in una visione di tipo autarchico. La legge della selezione naturale non ha fine e così la selezione naturale sarà mondiale e coinvolgerà in ultimo anche la stessa Germania.
Quando si parla di nemici come i comunisti, i polacchi, ecc., si parla di questioni politiche, quando si parla degli ebrei si entra nel campo dell’ideologia. Uccidere un uomo è un omicidio, lavarsi i denti e uccidere milioni di batteri, è igiene. Questo è il punto di vista dei nazisti sugli ebrei. Lo sterminio era l’unica soluzione prevista fin dall’inizio? Tutti hanno dei sogni, ma i fanatici questi sogni vogliono imporli. Non tutti pensano che il fine giustifichi i mezzi. I fanatici sì. I nazisti hanno un sogno: “Nel mio mondo non ci saranno più ebrei”. Per realizzare questo sogno si può creare una comunità isolata di puri ariani, oppure imporlo con la forza alla società in cui si vive. Il sogno è quello di avere un mondo senza ebrei, come realizzarlo dipende dalle circostanze. Hiter ha sempre in mente la soluzione radicale. Ma Hitler non dà ordini: comunica idee. Dice: “Mi piacerebbe”. Nel 1941 Heydrich, che è un tipo sveglio, si domanda: “Che cosa vuole in questo momento Hitler?” E, nella conferenza di Wansee dichiara: “Hitler mi ha dato un incarico”.
La maggioranza dei tedeschi nel ’33 non amava gli ebrei, li vedeva con tutti i difetti dello stereotipo, ma non pensavano certo alla soluzione finale. Erano antisemiti ordinari, erano di quelli che pensavano che gli ebrei fossero “for lunch, not for dinner”. Ma in Germania c’era quel gruppo di fanatici, che era presente anche in altri posti, ma che lì ha preso il potere. Inoltre il nazismo a differenza del comunismo, soddisfa le esigenze della popolazione, ma questo non vuol dire come sostiene Goldhagen, che la maggioranza dei tedeschi fosse convinta dell’ideologia nazista, che tutti i tedeschi fossero dei believers.
Lo “spazio vitale” per i nazisti è un territorio che dà da vivere e che è abbastanza grande per non essere minacciato dall’esterno (non può essere sorvolato da un aereo). Il processo naturale proseguirà anche dopo la vittoria totale dei nazisti: non c’è per loro la “fine della storia”. Il nazismo non è modernità: la modernità vuole controllare la natura, il nazismo vuole tornare alla natura. I nazisti furono abbastanza intelligenti da creare consenso. Ma il consenso non significa che le masse credessero nelle stesse cose in cui credevano i leader. I nazisti non hanno mai fatto l’errore dei comunisti che imposero la confisca dei beni. I nazisti hanno fatto l’arianizzazione. Arianizzare significava per Hitler togliere agli ebrei per dare ai tedeschi e questo creava consenso nella popolazione e nello stesso tempo depone a sfavore della tesi che tutti i tedeschi fossero fanatici e convinti come i membri delle SS.
David Bankier - Yad Vashem 8 settembre 2000
Hitler afferma di essere stato influenzato dagli scritti politici di Richard Wagner ed effettivamente nei suoi scritti ci sono elementi in questo senso. Ne Gli ebrei nella musica, scritto nel 1850, tre anni prima delle teorie di Gobineau, Wagner si esprimeva così: “L’uguaglianza è un gioco intellettuale, la verità è la patria, il sangue, la razza. La soluzione finale della questione ebraica è la fuoriuscita degli ebrei dalla storia.” Hitler arrivò a dire che Wagner era stato per lui come Giovanni Battista per Gesù.
(1943, Himmler lettura pag. 85)
La differenza del nazismo rispetto agli altri totalitarismi sta nel fatto che il livello ideologico dei Believers non deve essere reso pubblico alle masse, che non potrebbero capire questo ritorno alle pre-origini, prima dell’ebraismo e del cristianesimo stesso, al sangue mitologico.
Analizziamo la famosa frase pronunciata da Hitler il 3 gennaio 1939: “Se la grande finanza ebraica scatenerà una nuova guerra, la conseguenza sarà non la distruzione dell’Europa, ma quella degli ebrei stessi.” Questa frase viene ripetuta più volte e questa frase, come si può notare, ha una struttura asimmetrica.
In A c’è un soggetto: gli ebrei (che scateneranno la guerra)
In B non c’è soggetto: gli ebrei saranno cancellati (unnihilated)
Nella frase sono presenti solo gli ebrei. Questo è tipico dei discorsi politici nazisti.
A B
|
Ebrei |
Þ guerra |
sterminio degli ebrei |
ß
Manca il soggetto di questa conseguenza
CHI sterminerà gli ebrei e CHE COSA significa “cancellare” (unnihilate)? E’ una cancellazione spirituale? Economica? E’ a vostra discrezione capire di che cosa effettivamente si tratta. Non compare un agente criminale.
I nazisti rimangono sempre molto misteriosi rispetto al soggetto e ai metodi. Si proclama: “Gli ebrei scompariranno”, ma sui giornali non compare nulla né in Germania, né in Europa, perché le masse restano comunque inferiori e non completamente affidabili per il capo. Le masse devono partecipare al progetto senza però dare dettagli, rendendo complici le masse attraverso l’appropriazione delle proprietà ebraiche. Due esempi:
Nel gennaio del ’45 il giornale delle SS chiama in causa tutto il popolo tedesco come corresponsabile del nazismo, visiti i vantaggi che tutto il popolo tedesco aveva avuto dalla politica di arianizzazione.
In tedesco auschaltung significa buttar via, mentre ausrottung significa sterminare. In un famoso discorso, pronunciato dopo Stalingrado, Goebbels compie una specie di lapsus tra ausro-schaltung, o fa una specie di gioco di parole per dire e non dire nello stesso tempo; “non posso dire di più, ma tu, massa, mi capisci.” Intrappolando così le masse in un progetto criminale, pur tenendo sempre nascosto il significato finale del programma.
Occorrono tre condizioni perché si instauri un sistema totalitario:
1. I Believers, i fanatici, i veri credenti nella missione ideologica (senza S.Paolo non c’è cristianesimo), quali le SS, corpo ideologicamente determinato nello svolgere il proprio compito.
2. Le circostanze storiche che permettono ai Believers di raggiungere il potere (Versailles, ecc.).
3. L’acquiescenza delle masse di fronte ai crimini (non si diventa assassini perché si viene forzati a esserlo).
Allora il problema cui ci troviamo di fronte è: come riuscirono i nazisti a implicare la popolazione tedesca, e non solo, nel progetto criminale della distruzione degli ebrei, in modo che nessuno si potesse tirare indietro?
Se si guarda la cronologia si nota che dal ’39 al ’41 c’è una “soluzione territoriale”, non c’è un piano di genocidio, c’è l’idea di buttar fuori gli ebrei dall’Europa. In seguito i piani vengono modificati anche in rapporto all’andamento della guerra: finché la Russia non è coinvolta nel conflitto la deportazione è o verso la Polonia o verso il Madagascar, dove gli ebrei sarebbero comunque scomparsi in base alla selezione naturale, ma sappiamo che questi progetti non funzionarono.
Da giugno a ottobre 1941 si mette in atto lo sterminio degli ebrei russi, perché sono la fonte biologica del bolscevismo; se la guerra si fosse conclusa in fretta con la sconfitta della Russia, gli ebrei sarebbero stati deportati verso la Siberia e di nuovo la selezione naturale avrebbe avuto il suo corso.
Dall’ottobre del 1941 alla primavera del 1942. Hitler realizza che la guerra contro la Russia non sarebbe finita in fretta e pensa che non bisogna commettere gli stessi errori della I guerra mondiale. Perché la Germania aveva perso? Per due ragioni: il tradimento interno (la “pugnalata alle spalle”) e l’intervento USA in Europa. Per tenere impegnati gli americani si fa pressione sui giapponesi; per scongiurare il rischio della “pugnalata alle spalle ”bisogna eliminare gli ebrei.
Secondo un altro gruppo di storici non fu la paura di ripetere gli stessi errori della prima, ma l’euforia per i successi ottenuti sul fronte russo a dare il via alla soluzione finale. Nell’inverno ‘41/’42 non è chiaro se Hitler fosse euforico o depresso: ci sono documenti sia per la tesi a) sia per la tesi b) e non siamo in grado di decidere quale sia la più accettabile. Certamente si passa dall’uccisione degli uomini a quella anche delle donne. Se sia stata effetto dell’euforia o della paura non è chiaro.
Dall’estate del’42 inizia la deportazione da tutta Europa verso lo sterminio ad Est: adesso è chiaro a Hitler che questa è una seconda guerra mondiale e che potrebbe durare un tempo molto lungo e finire con una pace di compromesso. E’ fondamentale allora garantirsi che i diversi paesi alleati non abbandonino la Germania. Anche quelli neutrali.
Franco aveva capito che alla fine ci sarebbe stata una conferenza per la pace e ciascuno avrebbe dovuto presentare il proprio curriculum. Era utile per la Spagna arrivarci senza essere stata coinvolta in crimini. Così, nel 1942, dà ordine alla Guardia Civil di lasciar passare gli ebrei. Anche Horty fa lo stesso ragionamento e capisce che tenere gli ebrei e non darli ai tedeschi è una polizza di assicurazione di fronte agli americani. Anche Antonescu, il quale aveva già ucciso decine di migliaia di ebrei fino al 1941, dopo il 1942 smette di consegnare gli ebrei ai tedeschi. Per le ragioni opposte aumenta l’insistenza dei tedeschi nel richiedere che vengano consegnati gli ebrei da inviare nei lager: “così diverrete nostri complici e non ci abbandonerete”.
Non è ben chiaro che cosa avvenne in Italia. Per quali ragioni gli italiani cercarono di proteggere gli ebrei, se per calcolo o per umanitarismo.
Quante persone erano coinvolte nella soluzione finale? 30.000 persone furono, più o meno, coinvolte nello sterminio. Ma, mano a mano che si entra nel cuore del meccanismo, il numero diminuisce. Il campo di sterminio di Treblinka ad esempio non era molto grande, ma non sappiamo quanti siano morti lì (da 800.000 a 1.300.000 persone, calcolando il numero dei treni, il numero dei vagoni, il numero delle persone per ogni vagone). Vi lavoravano dai 30 ai 40 tedeschi che facevano la supervisione; circa 120/130 erano i collaboratori locali (ucraini e altri); 500 ebrei raccoglievano quello che restava dei morti (occhiali, vestiti, ecc.). Il numero esiguo delle persone che vi lavorava serviva a mantenere il segreto.
Vi erano circa 10.000 campi di concentramento e sterminio nell’universo concentrazionario nazista:
· campi politici
· campi di lavoro
· centri di sterminio (combinati anche con i campi di lavoro).
I campi di sterminio erano solo per gli ebrei e gli zingari. Tutti quelli che ci passano vengono ammazzati. Alla fine il campo è chiuso. Nei campi misti arrivano tutti e qui le possibilità per gli ebrei di morire o di vivere dipendono da molte circostanze.
Il problema storico degli spettatori.
I Believers lavorano nei campi.
Ci sono tutt’intorno strutture di lavoro e di assicurazione, come le banche.
Intorno ancora vi è la burocrazia dello sterminio.
Nel 1943 l’Europa sa che gli ebrei sono scamparsi, ma maggiori dettagli si sanno solo se si è vicini ai Believers. Ci sono due modi per non sapere, la rimozione e il crearsi un alibi (“se non lo faccio io, lo farà un altro”). I nazisti inoltre avevano una sorta di capacità seduttiva nei confronti della popolazione, agendo sugli istinti più bassi, come l’appropriazione dei beni altrui, la mia ascesa di contro alla tua morte.
Di fronte a questa tragedia la Chiesa cattolica si è mossa come una istituzione politica e non si è messa in una battaglia che sapeva di dover perdere. Contro l’eutanasia sapeva di poter vincere, sulla questione ebraica sapeva di perdere.
[Trascrizione di due lezioni del prof. David Bankier, direttore dell’International Institute for Holocaust Research di Yad Vashem]